Il fenomeno dei matrimoni a sorpresa, perché il dramma improvviso ora fa tendenza

Il fenomeno dei matrimoni a sorpresa, perché il dramma improvviso ora fa tendenza

Nessuno, o quasi, ha il coraggio di ammetterlo, ma ricevere un invito a un matrimonio ormai genera più ansia che gioia. Forse perché molti, troppi, non riescono a resistere alla tentazione di matrimoni in stile Dua Lipa e Callum Turner, con trasferte più o meno esotiche che finiscono per rovinare le vacanze altrui. Oppure perché il ruolo di invitato si sta trasformando in un vero e proprio investimento: non basta il regalo e l’abito, magari coordinato al tema o alla palette immancabile. Spesso si aggiungono l’addio al nubilato o al celibato, la cena del giorno prima, la colazione del giorno dopo. Per le invitate, poi, si aggiunge il pellegrinaggio alla ricerca dell’abito perfetto e, se va male, anche make-up e parrucchiere collettivi. Tutto a prezzi più che raddoppiati.

Ecco allora spuntare, contro ogni previsione fino a qualche anno fa, la moda dei surprise wedding, i matrimoni a sorpresa. Ti arriva un invito per un compleanno, un pranzo di famiglia o perfino una grigliata e, voilà, la festa clandestina si trasforma in nozze. Il primo miracolo di questo “Sì al buio” è la scomparsa magica delle intromissioni familiari: addio inviti da spedire alla cugina di terzo grado o alla vicina di casa che “tiene tanto perché ti ha visto crescere”, anche se tu non la vedi dai quindici anni. Così si taglia la lista degli invitati – e di conseguenza la bolletta del ricevimento – da almeno un centinaio a trenta o quaranta persone al massimo. Insomma, il numero di persone con cui un individuo medio, immerso nell’era della solitudine sistemica, riesce davvero a mantenere rapporti umani costanti.

Il secondo, inevitabile effetto collaterale del “Sì a sorpresa” è l’annientamento totale delle aspettative. Ti presenti a una festa senza pretese, quindi il menu è immune da critiche severe e la torta nuziale va bene così com’è, anche se assomiglia più a un panino sgonfio. Nessun rapimento per cerimonie all’alba o balli interminabili fino a notte fonda, nessuna tiritera tra location diverse, nessun discorso noioso del testimone o della damigella d’onore (e sappiamo tutti come spesso questi ultimi siano un mix di gag geniali e momenti di imbarazzo puro). Addio anche ai video degni di un film comico e agli amplessi social post nozze.

Per ritrovare la gioia e la motivazione nel matrimonio, dunque, dobbiamo rivoluzionare completamente il cerimoniale e le infinite variabili di spesa? Forse sì. Perché la vera zavorra è la gran voglia di sperperare montagne di denaro. Secondo l’ultima indagine commissionata da una piattaforma di servizi finanziari, in media le coppie italiane spendono quasi 14mila euro per la cerimonia. Due su dieci si arrendono al pensiero dei costi, molti altri finiscono per indebitarsi: in media, il prestito per le nozze è di circa 8mila euro, da ripagare in 60 comode rate. Che bel matrimonio moderno, proprio quello che sognavamo, no?

Con un briciolo di cinismo in meno, il matrimonio a sorpresa potrebbe addirittura avere un intento nobile: celebrare con chi davvero si vuole, senza rischiare di scontentare qualcuno. O almeno a giudicare dalle reazioni sui social – perché senza la cronachetta virale non è successo – gli invitati “al buio” si sentono davvero speciali, scelti con convinzione e non semplicemente piazzati in lista per una convenzione sociale. L’unico rimpianto comune tra chi partecipa a questi matrimoni inattesi?

“Potevo vestirmi meglio.”

Quindi, se vi capita di ricevere inviti sospetti durante l’estate, fate un favore a voi stessi e cercate di tenervi questa riflessione a mente, magari tra una bottiglia di prosecco e l’altra.

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