L’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, ci tiene a rassicurare tutti con la sua brillante diagnostica: “Il cittadino britannico che ieri sera è stato sottoposto a test virologici è risultato negativo, proprio come il suo fedele accompagnatore”. Un applauso, prego.
Nonostante l’esito brillantemente negativo, il nostro protagonista britannico, circa 60 primavere sulle spalle, dovrà comunque restare in quarantena proprio lì, nell’ospedale. La ragione? Non possiede un nido di lusso o magari un attico milanese, ma solo un modesto B&B. Si sa, l’eleganza in quarantena non sembra proprio contemplata.
Il pericolo di contagio… da volo fantasma
Ora ditemi se non è da Oscar: questo turista è finito sotto la lente d’ingrandimento esperta dell’epidemiologia per un motivo a dir poco… originale. È stato definito “contatto a rischio” di Hantavirus solo perché ha condiviso un volo Saint Helena-Johannesburg con la moglie della prima vittima del focolaio scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius. La poveretta è poi deceduta, giusto per aggiungere un tocco di dramma.
Quindi, a quanto pare, basta sedersi su uno stesso volo con qualcuno – tipo la signora sfortunata – per entrare nella lista nera dei rischi contagiosi. Ma niente panico, se sei semplicemente in vacanza su un B&B a Milano, il rischio contagio rimane quasi quasi una birichinata per i nostri esperti.
Allarme partito da oltremanica e subito gestito ‘da manuale’
Ora, come funziona la vicenda? L’allarme è partito direttamente dal governo britannico – perché, ovviamente, siamo tutti connessi nel grande gioco virale globale. Il ministero della Salute italiano, insieme al solerte Viminale, ha prontamente localizzato il nostro turista sospetto, contattato la Regione Lombardia e dato il via libera ai protocolli ministeriali.
Così, il nostro eroe quarantenato si è ritrovato spedito d’ufficio al Sacco, gentilmente invitato a una quarantena fashion secondo la circolare ministeriale dell’11 maggio. Un trattamento VIP a misura di virus, insomma.
Un piccolo dettaglio: la stessa circolare, probabilmente scritta con la mano sinistra durante un caffè, decide che se non hai un domicilio “adecato” vieni gentilmente confinato in ospedale. Perché, chi non vorrebbe passare il proprio soggiorno milanese in un reparto di quarantena?



