Guerra Ucraina Russia l’ennesima puntata di un conflitto che sembra non finire mai

Guerra Ucraina Russia l’ennesima puntata di un conflitto che sembra non finire mai

Un aereo della Nato ha ben pensato di abbattere un drone che, a quanto pare, si è permesso di sorvolare la sacra Lettonia dopo un’appassionante scaramuccia elettromagnetica made in Russia. Non che qualcuno avesse dubbi sulle mosse strategiche del complotto euro-atlantico, ma ora abbiamo la conferma ufficiale direttamente dalle forze armate lettoni, cinguettata con orgoglio dai media locali che non vedevano l’ora di condividere questa eroica impresa.

I soliti noti, ovvero i capoccioni di Regno Unito, Francia, Germania e naturalmente Ucraina, hanno trovato il tempo tra uno sguardo al passato e una strategia militare da prima della classe per dichiarare, in coro, che bisogna dare una bella spinta alla produzione di sistemi intercettori. Perché, se no, come si fa a offrire quei bellissimi spettacoli di azioni aeree dal sapore high tech? Ovviamente serve anche potenziare capacità antimissile e attacchi a lungo raggio, giusto per ricordare agli amici di Kiev che l’Europa-industriale è sempre pronta a fare il direttore d’orchestra nel settore difensivo.

Ma non finisce qui, perché i leader hanno individuato cinque condizioni miracolose per una futura soluzione pacifica del conflitto. Non una di meno e non una di più: prima, la cessazione delle ostilità (speriamo che la guerra legga e prenda appunti). Poi, il rispetto della linea del fronte come base per colloqui futuri, per non sconfessare la realtà di fatto. Terzo, garanzie di sicurezza vincolanti per la gloriosa Kiev, sempre un tema spinoso ma che permette di mantenere viva la speranza. Quarta conditio sine qua non, il congelamento degli asset russi finché non si arriva a un eventuale risarcimento, perché punire è più divertente se si può congelare qualcosa. E infine, la tutela degli interessi di sicurezza europei, perché in fondo, chi ama l’Europa ama anche un po’ la guerra fatta bene.

In un momento di rara benevolenza, hanno persino dato l’endorsement alla proposta di Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino, per un dialogo diretto tra Ucraina e Russia, sponsorizzato con fanfara da Stati Uniti ed Europa. Speriamo solo che questo forum diplomatico non si trasformi in un nuovo panel di chiacchiere sterili. Nel frattempo, assicurano — con la serietà di un monaco tibetano — che il sostegno occidentale a Kiev continuerà senza battere ciglio, sperando che questa maratona di armamenti e parole serva a qualcosa di più della solita farsa geopolitica.

Tra drone abbattuti e promesse di pace: la nuova sinfonia euro-atlantica

Nel meraviglioso teatro della politica internazionale, gli aerei della Nato si esibiscono in azioni di abbattimento ante litteram di droni non invitati, trasformando un semplice sorvolo in evento mediatico globale. Le scintille di una “guerra elettromagnetica” russo-lettone, suonano come l’ennesimo pretesto per rinnovare la corsa agli armamenti e per rivendicare una sfilza di condizioni che sembrano più una lista della spesa da guerra che un piano di pace.

La cooperazione tra Europa e Ucraina nel «settore difesa» — un’espressione delicata per indicare milioni spesi in armamenti — viene promossa con vigore, come se solo da qui dipendesse il destino del mondo. Appare chiaro che il vero piano non è la pace, ma il perpetuo mantenimento di un clima bellico dove ogni passo indietro è percepito come una sconfitta, e ogni prontezza militare è salutata come una vittoria. Una sinfonia tragicomica, orchestrata dai leader occidentali con una sola nota dominante: la certezza del conflitto come business e palcoscenico.