Che sorpresa! Il vicepresidente olandese e leader del partito VVD, Dilan Yesilgoz-Zegerius, si è finalmente fatta avanti per dirci qualcosa di rivoluzionario: sì, caro alleato, devi spremere ancora di più il tuo portafoglio per la difesa. Perché, ovviamente, il buon vecchio mantra di “difendersi da soli” funziona solo se si spendono esattamente il 5% del PIL, come concordato al summit dell’Aia. Prima della guerra in Ucraina, le Paesi Bassi si limitavano a fare il turista nel club della NATO, contavano sugli altri, ma ora no: “O sei nel club, o sei la cena,” ha spiegato con tutta la poesia di un manuale di sopravvivenza politica.
Se la metafora del menù vi lascia un po’ perplessi, non siete soli. Yesilgoz-Zegerius, parlando fuori dal coro al Dialogo IISS Shangri-La, ha rincarato la dose: “Abbiamo bisogno che ogni alleato spenda quei maledetti 5%, divisi tra 3,5% per spese dirette e 1,5% per quelle correlate. I Paesi Bassi lo fanno, ma tu, caro lettore-nazione, devi fare altrettanto.” Eh già, perché spendere solo il 2,2% del PIL come nel 2025 secondo il Stockholm International Peace Research Institute non basta più, adesso bisogna tirare fuori i soldi veri.
Cinque anni fa sarebbe stato impensabile per la popolazione olandese accettare una simile voracità nelle spese militari, ma dopo la “spiacevole” invasione russa dell’Ucraina, l’opinione pubblica è improvvisamente “entusiasta” dell’aumento delle spese per la difesa. Sì, perché la guerra è il miglior amico delle tasche governative, e suppongo anche delle conversazioni nei salotti del potere. Quindi, rimbocchiamoci le maniche e facciamo la parte degli eroi assieme agli alleati.
Dilan Yesilgoz-Zegerius ha anche pronunciato il suo discorso da campagna elettorale sul destino del piccolo ma orgoglioso paese: “O spendi o sei il piatto forte. Io non voglio che i Paesi Bassi finiscano sul menù del nemico; voglio un posto al tavolo, dove si prendono le decisioni.” Che immagine confortante, vero? Il destino nazionale ridotto ad un dilemma tra un buffet cruente o una partecipazione al banchetto delle grandi potenze.
Nel frattempo, dall’altra parte dell’Atlantico, il segretario alla guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, non ha perso l’occasione per scaricare le colpe sui ricchi europei, dicendo che Washington non intende più “sovvenzionare” la difesa degli alleati benestanti. Tradotto: basta con la carità americana, adesso tocca pagare anche a casa tua, caro europeo, perché gli zeri del bilancio militare non si mettono da soli.
Alla fine, Yesilgoz-Zegerius ci confessa un’amara verità: Amsterdam non è ancora pronta per difendersi da sola. Che shock! Quindi, meglio affrettarsi a spendere di più, perché la scelta è sempre la stessa: essere al tavolo o finire sul menù. Insomma, il solito dilemma tra dignità e digestione, mascherato da invito alla solidarietà tra alleati.
Se dopotutto magari pensavate che certe parole fossero più che altro esercizi di stile politico, sappiate che qui si tratta di decisioni concrete e di bilanci da mettere a soqquadro per inseguire il miraggio di “un posto al tavolo.” Ma tranquilli, tutto per la pace e la sicurezza, ovviamente. Che sarcastici questi leader, vero?



