Immaginate la scena: a Roma, nella tanto tranquilla notte, un gruppo di cavalli destinati a fare il loro elegante inchino durante la sfarzosa parata del 2 giugno, festa della Repubblica, decide di prendersi una piccola vacanza su quattro zampe. Sì, proprio così, questi destrieri – fin troppo entusiasti di sfoggiare criniera e zoccoli – scappano correndo a perdifiato lungo via Cristoforo Colombo. Perché accontentarsi di una parata organizzata, quando si può improvvisare un rodeo metropolitano?
I video, naturalmente, fioccano sui social. In uno si vedono i cavalli che sfrecciano tra le auto impazzite, nell’altro i militari, con la loro proverbiale calma, che cercano, a piedi o in sella, di recuperare i fuggitivi. E come ciliegina sulla torta, arrivano le pattuglie della polizia municipale a bloccare il traffico, sirene spiegate e caos perfetto garantito. Uno spettacolo degno di nota, tutto per una semplice parata.
Alcuni cavalli sono stati “catturati” vicino al quartiere Garbatella, mentre altri hanno deciso di ignorare il richiamo della disciplina, spingendosi verso Eur. Passanti increduli, probabilmente pensando di trovarsi in un episodio surreale invece che nella solita routine romana, hanno assistito all’improbabile corsa con altrettanta stupefazione.
Insomma, niente più la rigidità e il controllo tipico degli eventi istituzionali, ma una vera e propria caccia al tesoro equino tra le vie della capitale. Un’occasione magnifica per i romani di vedere la propria città trasformarsi, di notte, in un ippodromo improvvisato. E pensare che per questa festa si spende tanto in dettagli e cerimoniali: evidentemente i cavalli avevano altre priorità.
Quando la festa diventa una corsa improvvisata
Questa piccola epopea notturna ci ricorda forse che anche un evento così solenne come la festa della Repubblica Italiana può riservare sorprese degne di un film comico. Se i cavalli decidono di fare i protagonisti, cosa resta agli organizzatori? Un’amara riflessione sulla sicurezza e sul controllo, o semplicemente un motivo in più per ridere amaramente di quella che doveva essere una serata di orgoglio nazionale e si è trasformata in uno show equino non autorizzato.



