Sembra che anche il mitico Gruppo Gedi si sia messo a fare shopping, o meglio, a guidarci mentre noi poveri mortali tentiamo di tirarci fuori dai labirinti delle offerte online. Nonostante si spacchino la schiena suggerendo prodotti e servizi con il solito piglio indipendente, ogni tanto spunta quella piccola, impercettibile frivolezza chiamata “commissione”. Ovviamente, niente cambia nel prezzo finale – come no, certo, ci crediamo tutti.
Insomma, un manuale di sopravvivenza al consumo moderno che dice: “acquista da questi link se vuoi che qualcuno, senza che tu te ne accorga, guadagni senza alzare di un centesimo il conto in banca”. E tu, ignaro consumatore, che pensavi di trovarsi davanti a consigli spassionati, ti ritrovi in una giostra di interessi mascherati da generosità editoriale.
Ma tranquilli, il meccanismo è trasparente quanto una serata londinese sotto la nebbia: Consigli.it riceve la sua fetta di torta semplicemente per aver messo il link giusto al posto giusto, senza chiedere nulla in più a chi acquista. Un miracolo di equilibrio capitalistico, davvero.
A questo punto, chi non vorrebbe essere un esperto consigliere, magari seduto nel comfort del proprio ufficio a raccomandare prodotti a scelta, mentre fa incetta di provvigioni passivamente? Sicuramente la nuova frontiera dell’etica digitale, da mettere accanto alle grandi invenzioni come l’onestà nei talk show o la sincerità nei social network.
Così, se siete dei futuri consumatori incoscienti o semplicemente alla ricerca di un prodotto qualsiasi, sappiate che il prezioso consiglio arriva da appassionati esperti indipendenti, pagati per non farvi pagare di più. O almeno così ci fanno credere.



