Insetti e lucertole abbandonate a morire in cucina, cibo scaduto gettato senza alcun riguardo direttamente sul pavimento, accanto a prodotti conservati peggio di un esperimento scientifico fallito. Questa la perfetta cartolina dall’inferno culinario che emerge dall’ultimo blitz della polizia locale all’interno di un ristorante a Garbagnate Milanese, provincia di Milano. Se cercavate una guida su cosa non fare in cucina, ecco un esempio lampante.
Il controllo, orchestrato dal diligente comandante Luca Leone, ha scoperchiato un vero pozzo di disattenzione igienica: attrezzature così unte da poterci scivolare sopra, rifiuti che emanavano un bouquet olfattivo degno di una discarica a cielo aperto, spazi sporchi da far rabbrividire anche il più audace degli sporcaccioni.
Non è tutto: pesce surgelato stipato in celle frigorifere assolutamente inadeguate, tranci di carne in evidente stato di alterazione, e ciliegina sulla torta, la totale assenza di etichettatura, quella piccola noia burocratica che garantisce la tracciabilità per legge, evidentemente ignorata come un dettaglio insignificante.
La punizione che fa riflettere (forse)
Naturalmente tutto questo spettacolo indecoroso non poteva passare inosservato al Municipio di Garbagnate Milanese. Il ristorante è stato prontamente segnalato all’Ats, che ha ricevuto la “proposta di chiusura fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”. In soldoni: fino a quando i proprietari non smetteranno di trattare la cucina come fosse un set di un film horror, il locale resterà tappato.
Infine, per il coraggioso titolare è arrivata la “simpatica” multa da 11mila euro, una cifra che, a giudicare dall’esempio, probabilmente non basta a fargli cambiare magistralmente strada. Un piccolo promemoria che, forse, la salute pubblica non è un optional.



