Francesca Mannocchi smaschera il doppio standard: guerra di Putin e Israele non sono due pesi e due misure, o il diritto fa le valigie

Francesca Mannocchi smaschera il doppio standard: guerra di Putin e Israele non sono due pesi e due misure, o il diritto fa le valigie

È davvero curioso come il linguaggio usato per descrivere le guerre non sia solo una questione di parole, ma addirittura un fattore che, a quanto pare, erode il diritto internazionale. Parola di Francesca Mannocchi, giornalista, scrittrice, e ironicamente firma di un noto giornale, che ha illuminato gli avventori dello stand de La Stampa al Salone del Libro.

Qui ha avuto la magnifica idea di presentare “Crescere, la guerra”, la sua ultima fatica letteraria: una raccolta di versi, guarda un po’, scritti da una giornalista e inviata di guerra. Un’innocua collezione di undici poesiole, accompagnate da un prologo e un epilogo, che nascono da anni di esperienze sul campo tra Iraq, Siria, Palestina e innumerevoli altri Paesi del Medio Oriente (non proprio un giro turistico).

In questo grumo di parole, la lingua stessa diventa un’arma affilata, una spada di denuncia e, naturalmente, un monito sul senso di responsabilità collettiva, perché ovviamente la guerra si combatte anche a colpi di retorica, non solo con i carri armati.

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