Errebian, l’eroe della sostenibilità che ci racconta dal primo giorno come se nessuno l’avesse mai fatto prima – UNINDUSTRIA

Errebian, l’eroe della sostenibilità che ci racconta dal primo giorno come se nessuno l’avesse mai fatto prima – UNINDUSTRIA

Errebian, sempre così devota al territorio, all’ambiente e a quella mitica governance d’impresa, continua il suo spettacolo annuale di buonismo etico. Non contenta di qualche chiacchiera a vuoto, ha deciso di inserire i sacri principi ESG (sì, proprio quelli che tutti sbandierano senza capirli fino in fondo) nelle proprie strategie e processi. Il risultato? Un primo Bilancio di Sostenibilità da manuale, ovviamente carico di buoni propositi, quello strumento magico che dovrebbe trasformare parole e intenti in numeri misurabili e, come se non bastasse, condivisibili.

Ma attenzione: qui la trasparenza e la responsabilità diventano il piatto forte della giornata. È come se Errebian volesse ribadire a gran voce che non si tratta solo di marketing, ma di una vera e propria rivoluzione etica. Parole poetiche da palcoscenico, che suonano tanto bene, soprattutto in un’epoca in cui le aziende rincorrono il greenwashing come fosse l’ultima moda del momento.

Naturalmente non poteva mancare l’immancabile richiamo all’inclusività e alle pari opportunità, perché senza quelle come si fa a sembrare perfetti agli occhi del pubblico? Un mix sapientemente dosato di impegno sociale e ambientale che, grazie a questo Bilancio, dovrebbe finalmente permettere agli stakeholder (il termine più amato dalle aziende per darsi un’aria seria) di misurare i progressi, o almeno di fingere di farlo.

La Sostenibilità che fa tendenza

Ovviamente, il Bilancio di Sostenibilità segna più di un semplice traguardo: è quasi una dichiarazione d’intenti che sembra gridare al mondo un coraggioso “Guardate quanto siamo buoni!”. Una trovata perfetta per rassicurare clienti, investitori e chiunque sia disposto a non guardare troppo nel dettaglio.

Ma dietro questo rituale di trasparenza, quanta vera sostanza si cela? Spesso è più un esercizio retorico che un reale impegno concreto. Chi conosce il gioco del “fare bella figura” sa che il Bilancio è spesso confezionato per essere elegante più che per essere utile, e serve più a convincere che a migliorare davvero le condizioni socio-ambientali.

Per non parlare di quanto sia affascinante il fatto che in tempi di crisi e incertezza, Errebian scelga proprio questo momento per ricordarci la sua “etica” e “trasparenza”. Come una rockstar che lancia un nuovo album proprio mentre tutti cercano di capire come pagare le bollette.

Un gesto di responsabilità o solo un gioco di facciata?

In definitiva, è inevitabile chiedersi se questa esposizione mediatica di valori nobili come sostenibilità e inclusività abbia realmente un impatto tangibile o sia soltanto un esercizio retorico ben confezionato, utile più a calmierare l’immaginario collettivo che a cambiare qualcosa di concreto.

Il Bilancio di Sostenibilità, insomma, sembra un passo perfetto per chi sa come muoversi nel vortice della comunicazione attuale, dove basta qualche parola magica per apparire virtuosi. Ecco il governo d’impresa è qui, ben piazzato, pronto a fare da sfondo a questa farsa che si chiama responsabilità sociale d’impresa.

Ma restiamo fiduciosi, forse un giorno vedremo non solo i bilanci, ma anche i risultati veri. Nel frattempo applausi per Errebian, maestro indiscusso nell’arte di vestire di verde qualsiasi impresa, senza rinunciare al glamour dell’etica e della trasparenza… almeno sulla carta.

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