La stagione elettorale a Milano è già iniziata, anche se ci separa ancora più di un anno dalla prossima tornata amministrativa. Sorprendentemente, nei due schieramenti tradizionali, centrosinistra e centrodestra, non si vede ancora un solo candidato all’orizzonte. Ma attenzione: la vera novità è un altro competitor, direttamente sbarcato dalla fantasmagorica galassia di Futuro Nazionale, capitanata dall’ex generale Roberto Vannacci.
Il leader ha annunciato con orgoglio quasi messianico:
“Futuro Nazionale sarà presente alle elezioni comunali di Milano come partito, come squadra e schiererà un candidato sindaco autorevole che, a differenza di quanto visto finora, avrà come missione principale quella di trasformare la capitale meneghina in una città più vivibile, soprattutto in termini di sicurezza. I milanesi meritano di più e meritano un futuro — e Futuro Nazionale è pronto a offrirglielo.”
Legnano: il campo di battaglia dell’“innovazione” politica
Mentre a Milano si attendono pazientemente i candidati “artigianali”, Legnano si trasforma nel vero banco di prova per le alleanze che nessuno osa ancora ammettere apertamente. Al ballottaggio si sfideranno il sindaco uscente e candidato del centrosinistra, Lorenzo Radice, e il coraggioso candidato del centrodestra, Mario Almici.
Ma ecco il colpo di scena da feuilleton politico: Carolina Toia, ex candidata del centrodestra nel 2020 e recentissima abbandonatrice della Lega, ha deciso di sostenere Almici. Peccato che, dopo la defezione, si fosse presentata alle urne con una lista indipendente, conquistando un insignificante 10% dei voti. Come se non bastasse, i bene informati suggeriscono un’intimità politica non dichiarata con il movimento di Vannacci, un curioso intreccio che nessuno ha avuto il coraggio di ufficializzare.
Il PD e il teatrino degli apparentamenti: la lotta contro i fantasmi
Naturalmente, non poteva mancare la denuncia sentita del segretario metropolitano del PD, Alessandro Capelli, che ha commentato con una verve degna di una tragedia greca l’accordo tra Almici e Toia:
“Se a Legnano dovesse vincere il centrodestra, non fatevi illusioni: Vannacci avrà un ruolo fondamentale nel nuovo governo cittadino. Fino al voto cercheranno di mascherarlo dietro qualche lista civica, ma basta guardare un po’ più da vicino per capire chi tira davvero le fila. Non è un caso che Almici eviti con cura i dibattiti con Radice, evidentemente teme le domande scomode. Dimenticatevi quel centrodestra moderato e rassicurante di cui parlano: alla prima occasione corre a chiedere il favore a Vannacci.”
Un tripudio di trasparenza e coerenza, insomma, come vuole la miglior tradizione della politica italiana. Nel frattempo, i cittadini possono solo godersi questo spettacolo senza precedenti, dove alleanze segrete e scontri dichiarati si intrecciano in una danza che fa impallidire qualsiasi soap opera. La sfida a Milano e dintorni non è solo sul futuro della città, ma sulla capacità di reinventare, con imprevedibile inventiva, la commedia degli equivoci politicanti.



