Chi avrebbe potuto mai immaginare che la serata del 3 ottobre 2023 si sarebbe trasformata in un thriller da manuale? Pierina Paganelli, vittima di un colpo fatale nel seminterrato del suo condominio di Rimini, è stata colpita a coltellate da un misterioso aggressore. Dopo un’estenuante vicenda giudiziaria, nottetempo i giudici hanno deciso di assolvere l’unico imputato, Louis Dassilva, perché “non ha commesso il fatto”. Due anni di carcere buttati nel nulla, e il delitto resta un enigma senza nemmeno un sospettato ufficiale. Ma, naturalmente, ci sono più buchi neri che risposte.
Tra amanti, mogli e incidenti misteriosi: il quadro è un capolavoro di soap opera
C’intrighiamo un po’: Manuela Bianchi, amante di Louis, e sua moglie, Valeria Bartolucci, completano il drammatico trio. Ma c’è di più. Manuela era anche la nuora di Pierina, fino a quando il figlio di lei, Giuliano Saponi, viene investito da un pirata della strada, con un tempismo sospetto: cinque mesi prima dell’omicidio. Mentre Giuliano è in coma durante la convalescenza, Manuela e Louis continuano la loro tresca come se nulla fosse, infiammando gli investigatori convinti che il movente risieda proprio in quella relazione clandestina.
Dicono gli inquirenti che Louis fosse terrorizzato dal fatto che Pierina potesse scoprire i suoi incontri galanti con la nuora, e che lei avrebbe scatenato il finimondo, rovinandogli la vita. D’altra parte, la signora era una devota testimone di Geova, saldissima nelle sue rigide convinzioni (una combinazione perfetta per una lite mortale, vero?). La sera del delitto, la poveretta tornava proprio dalla funzione in chiesa, ignara che la sua devozione le avrebbe segnato la fine.
Video, telecamere e una scena da film… o forse no
Il pubblico ministero Daniele Paci e la polizia giudiziaria si entusiasmano alla scoperta di un video che, pare, inquadri Louis Dassilva appena dopo l’omicidio, mentre si libera di abiti sospetti e dell’arma del delitto – mai effettivamente trovata, dettaglio insignificante, no?
Certo, il video è di qualità discutibile – quasi un capolavoro dell’arte dell’incertezza – e gli avvocati di Louis, Riario Fabbri e Andrea Guidi, sfruttano il cosiddetto incidente probatorio per dimostrare che l’uomo nel video non è il loro assistito, bensì un vicino di casa completamente estraneo a qualsiasi sospetto. Una vera chicca per i fan del giallo coinvolto nella vita condominiale.
Audio compromettenti e confessioni da telenovela
La prova regina cade come un castello di carte. Manuela, che fino a quel momento aveva fatto da scudo a Louis, cambia idea e, in un interrogatorio da maratona, sgancia dettagli piccanti degni di un romanzo rosa noir. Racconta infatti che fu proprio Louis a scoprire il cadavere di Pierina e che la coinvolse nelle indegne modalità con cui chiamarono le autorità, attirandosi da quel momento i sospetti di tutti e due.
Secondo gli inquirenti, la scoperta del cadavere non fu casuale, ma una messa in scena studiata a tavolino per sviare ogni sospetto su Louis. Subito dopo, Manuela finisce nel registro degli indagati per favoreggiamento. A complicare il tutto arriva un audio catturato da una telecamera del garage dove si sentono due voci e rumori confusi; l’ora: 22:13, data fatidica, la notte del 3 ottobre 2023. Una sinfonia di suoni che potrebbe solo appartenere a chi uccide, assiste all’omicidio o viene a sua volta ucciso, roba da brividi.
Tre perizie, due di parte e una superpartes, sono concordi su una cosa: non si può stabilire con certezza chi fossero le voci. Ma eh, la giustizia funziona così – il mistero rimane e a quanto pare va benissimo così.
Louis Dassilva, che la procura ha identificato come voce maschile in un audio chiave. Peccato che, a detta di alcune registrazioni, ci sia anche una voce femminile. Quindi, la domanda sorge spontanea: chi è questa donna misteriosa? E come si fa a processare solo Louis se l’elemento femminile, quello che potrebbe fare la differenza, se ne sta comodamente fuori dalla scena del crimine?
Qui entra in gioco la signora Valeria, moglie di Louis, che continua a ripetere – come un disco rotto – di aver visto il marito tranquillamente seduto sul divano negli attimi “cruciali”. E se i cellulari non mentono, allora qualcuno sta raccontando una favola da premio. Valeria è pronta a ribadire tutto in aula, come se recitare un copione potesse cancellare gli evidenti dubbi che macchiano l’intero impianto accusatorio.
Insomma, l’atto d’accusa sembra lo scotch messo male su una scatola che perde pezzi: manca una persona. E, ovviamente, non può non sorgere la malsana curiosità su chi sia questa donna misteriosa. Una candidata molto interessante è Manuela Bianchi, la nuora, che secondo alcune indiscrezioni avrebbe avuto un pesante alterco con la vittima, Pierina, nei mesi precedenti. Maretta in famiglia, insomma, che aggiunge pepe al giallo.
Pare che l’alibi di Manuela sia costruito con la dolce collaborazione del fratello Loris e della sua stessa figlia, tutti presenti nell’appartamento accanto a quello di Louis e Valeria, che a sua volta si trova sotto quello della sfortunata Pierina. Tra una chiacchiera e uno scatto fotografico, hanno addirittura immortalato il momento in cui l’omicidio sarebbe avvenuto, almeno secondo loro. Peccato però che un eventuale patto di silenzio in famiglia possa mettere in discussione la credibilità di questa pacchiana ricostruzione.
E se quelle voci registrate dalle videocamere non fossero in realtà quelle di Louis e di una sconosciuta signora, ma proprio di Manuela e Loris? Strano, vero? Ma non per Valeria Bartolucci e alcuni tecnici che, stanchi di tentare di mettere ordine in questo caos, si sono allontanati dal caso, confessando a chi legge l’unica spiegazione che ha un minimo di senso.
In conclusione, abbiamo un processo a metà, un atto d’accusa incompleto e una famiglia che sembra più una compagnia teatrale pronta a recitare il proprio copione. Nel frattempo, la giustizia si eleva a spettacolo tragicomico, mentre i veri responsabili rimangono dietro le quinte a godersi il sipario. Bella storia, davvero.



