Daniela Santanchè e il colpo di genio: come ha deciso di farci svuotare il portafoglio di mezzo milione

Daniela Santanchè e il colpo di genio: come ha deciso di farci svuotare il portafoglio di mezzo milione

L’ex ministra del Turismo, Daniela Santanché, insieme alle sue società Visibilia, ha raggiunto un talento eccezionale: far perdere, e non poco, tra i 450 e i 500 mila euro a un intero gruppo di investitori. Per non farsi mancare nulla, si è anche impegnata a “tradire” il “mercato” e Piazza Affari, un atto di fedeltà davvero sorprendente in tempi così incerti.

La confessione arriva direttamente da Giuseppe Zeno, il finanziere ed ex socio di minoranza di Visibilia Editore spa, che oggi si prepara a un comodo chiacchiericcio nel processo per falso in bilancio in corso al Tribunale di Milano. Accanto a Santanché sul banco degli imputati ci sono altri 15 consacrati tra manager e sindaci, tutti magistralmente accusati di aver manipolato i conti dal 2016 al 2022. Chi è causa del suo male, pianga sé stesso, ma questa volta a far piangere è un intero mercato.

La senatrice è “senza dubbio alcuno responsabile”

Giuseppe Zeno non fa giri di parole e inchioda la senatrice di Fratelli d’Italia con una chiarezza da manuale:

“La senatrice è senza dubbio alcuno responsabile. Era lei l’amministratore del gruppo e, come risulta evidente dai documenti, l’unica che si opponeva alla svalutazione dell’avviamento e alla revisione delle poste riferite ai crediti da esigere.”

Insomma, una leader che avrebbe potuto evitare la débâcle ma ha scelto di ignorare il problema, o forse di agevolarlo, trasformando un disastro in una comedy del bilancio.

Il “tradimento globale” documentato

Zeno si lancia poi in una perentoria analisi, non senza un pizzico di sarcasmo amarognolo:

“Questo tradimento è stato documentato dalla Procura, dalla Guardia di Finanza, e – anche se in ritardo – da Consob e Banca d’Italia, che hanno poi comminato multe salate alla società.”

Il virtuoso finanziere campano, stabilito chissà perché alle Bahamas, non lascia intravedere scampo: è tutto “agli atti”, non c’è alcun dubbio sul fatto che si sia trattato di un “tradimento globale” orchestrato da tutti quei santi custodi che avrebbero dovuto vigilare e verificare la contabilità delle società editoriali e pubblicitarie riconducibili a Santanché. Appunto, perché fidarsi quando puoi tradire con stile?

Un’odissea di conti ballerini, di revisione “creativa” e di responsabilità amministrative che, secondo il nostro ultimo censore, ha lambito un vero e proprio disastro finanziario degno di una sceneggiatura da film, ma nella nostra realtà ben poco divertente.

Chi mai si sarebbe aspettato che chi dovrebbe garantire trasparenza finisse per inscenare una farsa piena di inganni? Il palco è allestito, gli attori sono pronti e l’ultimo atto del processo promette scintille.

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