Ah, la meravigliosa sinfonia dell’innovazione tecnologica europea: il fornitore olandese di cloud Nebius ha appena fatto un bel salto in borsa, grazie a una piccola, insignificante notizia. Come se non bastasse la nostra cronica passione per le sorprese, abbiamo scoperto che un fondo gestito da un ex dipendente di OpenAI, quel portento dell’intelligenza artificiale, ha deciso di sfoderare un contratto di azioni da capogiro in questo sognante mondo di server fumanti e algoritmi rivoluzionari.
Il fondo in questione, Situational Awareness, fondato dall’ex ricercatore di OpenAI Leopold Aschenbrenner (per chi non lo sapesse, la persona chiamata a rendere l’IA superefficiente e, aspetta, sicura), ha iniziato a smentire il suo curriculum immergendosi subito nel mondo degli affari con la bellezza di 12,4 milioni di azioni classe A di questa compagnia AI. Il tutto, tradotto in numeri, rappresenta il 5,6% del capitale azionario. Un dettaglio trascurabile, certamente.
Ma non è finita: Situational Awareness non è solo un giocatore qualsiasi. Gestisce miliardi – sì, miliardi – e investe nell’infrastruttura fisica necessaria per quella che ci dicono essere *il futuro* dell’intelligenza artificiale. Nel frattempo, Nebius, quotata negli Stati Uniti (dove va di moda fare i grandi investimenti), ha visto un’impennata del 7% appena ha aperto il mercato, portando il suo guadagno da inizio anno a un sontuoso +149%. Niente male, vero?
Non aspettatevi commenti né da Nebius né dal fondo Situational Awareness. Chissà, forse sono troppo occupati a pescare nei mari dell’AI o a pianificare la prossima grande alleanza. E qui arriva il secondo atto di questo melodramma: Nebius si è ormai attrezzata a essere uno dei pilastri del calcolo AI in Europa, stringendo partnership da capogiro. Pensate un po’, ha firmato un contratto da ben 27 miliardi di dollari con Meta a marzo. Nel contratto? Ben 12 miliardi di dollari per capacità dedicate e fino a 15 miliardi di dollari di capacità computazionale aggiuntiva da distribuire in cinque anni.
Non è certo da meno il colpo da maestro con Nvidia: 2 miliardi di investimento nello stesso mese per costruire insieme infrastrutture AI, gestione delle flotte di dispositivi, inferenze acrobatiche e altro ancora nella fantomatica “AI factory”. In pratica, un campus tecnologico di sogni digitali.
E ora, il gioiellino della corona: Leopold Aschenbrenner, lo shield umano che doveva proteggere l’umanità dagli impatti dell’IA superumana, è stato poi licenziato – sorpresa! – per aver, rullo di tamburi, presumibilmente fatto trapelare informazioni riservate. Non è un capolavoro? Subito dopo, ha dato vita a Situational Awareness, nata per oltrepassare l’ostacolo delle infrastrutture lente, del consumo energetico esagerato e della tanto decantata potenza computazionale.
Tra i suoi titoli in portafoglio spiccano nomi classici del business tech: Oracle, ASML, Micron Technology. Insomma, roba per intenditori o semplici mortali in cerca di un passaggio verso il futuro tecnologico a ritmo accelerato.
Con un’Europa che paga lauti conti in bolletta energetica (decisamente meno competitiva rispetto agli Stati Uniti), Nebius si è messa in moto per risolvere tutto questo con stile, firmando un contratto da 2,6 miliardi di dollari con Bloom Energy solo la scorsa settimana. Che cosa potranno mai produrre con tutta questa tecnologia? Nientemeno che una accelerazione nella produzione di energia elettrica per alimentare i data center americani. Siamo al passo con i tempi, insomma: qui si costruisce il futuro con un bel mix di soldi, tecnologia e… qualche trucco ben piazzato.



