Pronti ad una nuova lezione di ottimismo finanziario? L’indicatore principe messo a punto dalla Bank of America per valutare la forza delle azioni europee sta battendo un allarme che, francamente, fa venire voglia di stappare una bottiglia di champagne… o forse no. L’European Momentum Conviction Indicator (MCI) è precipitato a un misero 17, lasciando dietro di sé la soglia critica dei 30 e suggerendo, senza troppi giri di parole, che un bel tonfo dei prezzi potrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane. Evidentemente, non è uno di quegli indicatori che fanno dormire sonni tranquilli a chi ha portafogli esposti nel Vecchio Continente.
In soldoni, quando il MCI è 30 o meno, si apre un baratro con un rischio concreto di “crollo del momentum” nei 12 mesi successivi, in un arco temporale che va da un mese a due mesi. Per chi non mastica la materia, il momentum è uno di quei fattori sacri per i fondi quantitativi, insieme a valore e volatilità, che comandano le strategie algoritmiche delle macchine che decidono come investire e quanto pesare certe posizioni nel portafoglio. E quando questo piccolo mostriciattolo cala, di solito succede qualcosa di bello – ovvero una bella botta per i prezzi.
Paulina Strzelinska, brillante stratega quantitativa di Bank of America, si è presa la briga di dare un nome e un cognome al problema: la segnalazione di crollo del momentum si alimenta da tutti e tre gli input dell’indicatore – volatilità implicita, volatilità del momentum, e rischio di inversione della tendenza.
Lei stessa ha definito la situazione come una “sostanziale volatilità che spinge verso un regime-shift”, niente meno che un cambio di paradigma, vicino ad un’accelerazione della tendenza, ma meno spettacolare di una vera e propria bolla esplosiva di momentum. Insomma, niente fuochi d’artificio, ma una specie di terremoto lento e costante sotto la superficie.
E mentre le metriche di mercato lanciano segnali più che foschi, i fondi azionari europei hanno visto deflussi per una cifra superiore a 1,5 miliardi di dollari solo nell’ultima settimana, il quinto turno di prelievi consecutivo, secondo l’attenta analisi della banca americana. Una stucchevole fotografia di investitori che, giustamente, stanno fuggendo a gambe levate.
Una Tempesta Perfetta per lo Scivolone
Non è certo una sorpresa che la scena sia dominata dalla paura di una correzione. Neil Birrell, il chief investment officer di Premier Miton Investor, ci ricorda quanto sia “divergente” il panorama macroeconomico che i mercati obbligazionari vedono rispetto a quello azionario. Tradotto: i bond stanno urlando premonizioni di disastro e le azioni, ingannevolmente serene, prima o poi dovranno ascoltarli e adeguarsi.
Per tutti quelli che pensavano che i recenti tremori obbligazionari fossero roba da “non toccare con mano”, ecco il risveglio: la contaminazione è dietro l’angolo, pronta a rovinare la festa anche per il mercato azionario. Quindi, preparate i popcorn mentre il rallentamento europeo si presenta come un’ombra sempre più minacciosa.



