Ma non disperate, cari automobilisti. Se partite da Bologna e puntate al capoluogo lombardo, la soluzione c’è ed è… obbligatoria: dovrete uscire a Parma. Dopodiché, armatevi di buona volontà e percorrete la mitica Via Emilia, per rientrare dall’ingresso di Parma Ovest sull’A15 in direzione A1 e, finalmente, di nuovo verso Milano. Un percorso che, a detta degli strateghi dell’autostrada, è la via maestra per raggiungere la vostra destinazione. Talmente intuitivo da far impallidire ogni navigatore satellitare.
Se invece siete tra quelli che volevano entrare sull’A1 verso Milano proprio a Parma, non disperate: potete sempre rifarvi sull’ingresso di Fidenza. Sì, la classica deviazione che tutti aspettavano con ansia.
E per chi da Parma ha in programma un viaggio verso Bologna? Nessun problema, potrete prenderla con filosofia e entrare a Terre di Canossa – Campegine. Del resto, se avete ancora voglia di girare a vuoto, questa è la vostra chance d’oro.
Il trionfo della burocrazia e dell’efficienza a orario ridotto
Non c’è nulla di più rassicurante che affidare a una chiusura notturna di cinque ore la pianificazione di chi usa l’autostrada più trafficata d’Italia. Si tratta di un’illuminata strategia per disturbare il meno possibile, mentre il resto dell’umanità si arrangia con deviazioni a go-go, imboscate stradali e percorsi alternativi improbabili. Insomma, un’esperienza che tutti aspettavano: tra l’altro, in piena epoca digitale, con app che promettono percorsi ottimizzati, sembra un perfetto paradosso dover uscire obbligatoriamente, girare per vie secondarie e rientrare nel caos.
Nel frattempo, i passeggeri più sventurati potranno riflettere sul senso della mobilità moderna, su quanto renda felici i viaggiatori e quanto invece sia un capolavoro di organizzazione mettere bastoni fra le ruote proprio a chi scappa dal lavoro o da impegni improrogabili.
In conclusione, preparatevi a perdite di tempo, trafile, potenziamento della pazienza e, perchè no, uno spuntino sulla Via Emilia mentre fate il vostro personale tour della disperazione stradale emiliana. Che differenza farebbe una chiusura diurna, dite? Ma non si può mica disturbare i benpensanti durante le ore lavorative. La notte invece, con tutta calma, addormentatevi pure sognando di tornare a casa senza deviazioni.



