Addio all’ex campione dell’Inter Evaristo Beccalossi, un altro pezzo di storia che ci lascia senza preavviso

Addio all’ex campione dell’Inter Evaristo Beccalossi, un altro pezzo di storia che ci lascia senza preavviso
Evaristo Beccalossi, ex calciatore e autentica bandiera dell’Inter. La sua salute aveva iniziato a vacillare oltre un anno fa, dopo un’emorragia cerebrale che lo colpì nel gennaio 2025, condannandolo a un lungo coma dal quale non si è più ripreso. Il triste epilogo è avvenuto nella Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato.

Se per caso vi foste dimenticati, Beccalossi non era esattamente un nome qualunque nel calcio italiano degli anni Settanta e Ottanta: un trequartista dal talento sopraffino, elegante e imprevedibile, capace di incantare con quel suo piede sinistro che sembrava un’estensione della fantasia.

Nato a Gambara il 12 maggio 1956, Beccalossi è cresciuto nel Brescia, la squadra che lo lanciò definitivamente tra i “grandi”. Non appena mise piede in campo in Serie A, le sue giocate non passarono inosservate. Nel 1977 l’Inter decise saggiamente di portarselo a Milano, dove finalmente trovò quella ribalta che meritava.

All’Inter divenne idolatrato dai tifosi di San Siro: tra dribbling eleganti, assist geniali e gol cesellati con quella precisione chirurgica, conquistò anche uno scudetto nel 1980. E no, non stiamo parlando dell’ennesimo comparsa dimenticabile, ma di uno dei protagonisti principali di quel periodo dorato del calcio italiano.

Finito il suo capitolo milanese, decise di tornare a casa, al Brescia, dove concluse la carriera continuando a deliziare la sua gente, come un figlio prodigo che torna a portare soddisfazioni ai suoi veri tifosi.

Curiosamente, nonostante il talento spesso sopraffino, Beccalossi raccolse solo quattro presenze con la maglia della Nazionale italiana. Quattro! Sicuramente un piccolo mistero per gli amanti della logica calcistica, ma il mondo del calcio è sempre stato affascinato dal paradosso e dall’ingiustizia.

In ogni caso, nessuna nazionale potrà mai cancellare la leggenda di un giocatore che con la sua classe ha segnato un’epoca e ha fatto sognare tanti tifosi, pronti a ricordarlo per sempre come un vero artista del pallone.

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