Accordo miracoloso per stabilizzare il commercio tra Ue e Usa: finalmente pace e prosperità in arrivo

Accordo miracoloso per stabilizzare il commercio tra Ue e Usa: finalmente pace e prosperità in arrivo

Un altro brillante accordo tra i due co-legislatori dell’UE, destinato a rinsaldare i fantasiosi pilastri delle proposte della Commissione Europea. Non è mai abbastanza, quando si tratta di sovraccaricare il brusio burocratico con clausole che promettono mari e monti ma sembrano soprattutto un esercizio di stile per la posterità.

Clausola di scadenza: il conto alla rovescia della democrazia commerciale

La norma principale che regola le importazioni industriali e agroalimentari? Scadrà il 31 dicembre 2029, come un vecchio yogurt dimenticato nel frigorifero della politica europea. Prima della fatidica data, la Commissione si prenderà la briga di fare un’analisi “a tutto tondo” (non si sa bene quanto rigorosa) sugli effetti commerciali dell’accordo su industria, agricoltura e – non dimentichiamolo – le tanto decantate PMI. Perché se dovesse venir fuori che qualcosa non funziona, la Commissione potrebbe perfino presentare un altro “legislative proposal”, ossia un’altra richiesta di proroga. Che sorpresa.

Derivati di acciaio e alluminio: l’effetto sorpresa degli aumenti dei dazi USA

Ad agosto 2025, gli Stati Uniti hanno depositato sotto l’albero 407 nuove categorie di prodotti derivati da acciaio e alluminio. Regalo orribile: nuovi dazi. Il Parlamento europeo, svegliatosi dal torpore, ha dichiarato che questo fardello alimenta un’inestinguibile instabilità commerciale e ha quindi pregato di intervenire nel regolamento principale, giusto per non lasciare nulla al caso.

La Commissione, in risposta, potrà sospendere i privilegi tariffari se entro il 31 dicembre 2026 gli USA continueranno a imporre tassi superiori al 15% su questi famigerati derivati. Sarà anche costretta a sfornare un rapporto dettagliato per il Parlamento e il Consiglio entro il 1° dicembre 2026 sul trattamento tariffario, perché nulla è più rassicurante di un report di burocrazia europea.

Clausola di sospensione rafforzata: quando il bastone diventa ancora più grosso

Nel caso in cui gli USA continuassero a ignorare le preoccupazioni dell’Unione sulle esportazioni che fino al 24 febbraio 2026 godevano della fatidica soglia tariffaria del 15%, la Commissione potrà ancora una volta mettere mano al blocco delle preferenze tariffarie. Un modo elegante per dire: “O ci stai, o ti facciamo stare”.

Meccanismo di salvaguardia: perché far salire le importazioni è così pericoloso?

Gli onorevoli co-legislatori hanno pure apprezzato l’idea di un meccanismo di salvaguardia, giusto per caso qualcuno si sentisse spinto ad aumentare le importazioni favorendo gli USA. Se ciò dovesse provocare “gravi danni” all’industria europea, agricoltura compresa, la Commissione potrà scatenare di sua iniziativa un’indagine – o agire su input di Stati membri o Parlamento. E per darci quella deliziosa sensazione di controllo democratico, ogni trimestre uscirà un report che racconterà la storia infinita del volume e valore commerciale degli esport che questa legislazione ha deciso di incrociare.

Dazi su aragoste: estensione a richiesta, perché no?

Nel frattempo, per la piccola questione dei dazi sulle aragoste, Parlamento e Consiglio hanno gioiosamente accettato la proposta di estendere per altri cinque anni, fino al 31 luglio 2030, l’importazione senza dazi. Errore storico corretto retroattivamente dal 1° agosto 2025: perché le aragoste non meritano meno considerazione di acciaio e alluminio, indubbiamente.

Bernd Lange (S&D, DE), presidente della Commissione per il Commercio Internazionale e relatore permanente per gli Stati Uniti, ha detto:

“È stata una strada piena di sassi, ma ne è valsa la pena. Formalizzando i nostri impegni nella legge, questo regolamento diventa uno strumento concreto per migliorare le relazioni UE-USA ma anche per rispondere alle pressioni esterne. Questo accordo rappresenta un passo importante verso una maggiore prevedibilità nei rapporti commerciali transatlantici. Con l’introduzione della clausola di scadenza e una robusta clausola di sospensione, il Parlamento ha migliorato significativamente la proposta della Commissione. L’accordo prevede inoltre meccanismi più incisivi di revisione e salvaguardia, oltre a un controllo democratico più chiaro e regolare. Una partnership transatlantica stabile potrà funzionare solo se entrambe le parti rimarranno fedeli a affidabilità, moderazione e reciproca fiducia.”

Oggi alle 10.00, Bernd Lange terrà una conferenza stampa per gobbare ulteriormente il risultato delle trattative, nella splendida cornice della sala stampa di Strasburgo. Per i più entusiasti, l’International Trade Committee si prepara a un incontro straordinario il 2 giugno 2026 per discutere e votare l’esito, giusto in tempo per la replicabilità plenaria a metà mese. E naturalmente, non dimentichiamo il rito finale: la benedizione del Consiglio. Dopodiché, l’intero pacchetto diventerà effettivo il giorno seguente alla pubblicazione, garantendo così che tutti gli amanti della burocrazia siano soddisfatti.

Commissione Europea e il Presidente degli Stati Uniti. Un capolavoro diplomatico, fissato nel tanto atteso Statement Congiunto del 21 agosto 2025, che avrebbe definito i confini di un “Accordo Quadro” per un commercio “Reciproco, Equo e Bilanciato” tra l’Unione Europea e gli USA. Già, perché evidentemente il commercio internazionale doveva diventare una fiaba perfetta, senza stalle e senza tossi.

Il 28 agosto 2025 la Commissione Europea si è presentata con ben due proposte legislative per applicare i patteggiamenti del Statement Congiunto. La proposta principale, una vera rivoluzione (o forse no), prevede la cancellazione totale dei dazi su tutti i prodotti industriali americani. Non basta: apre anche le porte di mercato preferenziali a una vasta gamma di prodotti del mare e agricoli made in USA, come se fossero finora stati tenuti fuori da un muretto invisibile di Bruxelles.

La seconda proposta invece allunga l’esenzione da dazi sull’importazione dell’aragosta, quella prelibatezza che ora non solo potrà arrivare libera e beata, ma anche sotto forma di prodotti lavorati, così da far felici tutti i gourmet americani – e magari far sobbalzare qualcuno tra i pescatori europei.

Il glorioso iter parlamentare, tra rinvii e sospensioni

Per chi pensava che bastasse mettere la firma e tuffarsi a festeggiare, ecco la doccia gelata: il Comitato INTA, inizialmente deciso a votare già a gennaio 2026 le due proposte legislative, ha deciso di prendersi qualche pausa di riflessione per ben due volte. Il primo rinvio, il 21 gennaio 2026, è arrivato come risposta alle minacce commerciali USA rivolte agli alleati europei sui problemi legati alla Groenlandia. Insomma, amicizia e commercio si sono impantanati nei giochi di potere artici.

Ma non finisce qui: un altro rinvio il 23 febbraio 2026, questa volta indotto dalla sentenza della Corte Suprema americana sull’uso del cosiddetto International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), dimostra quanto le intrecciate maglie della legge statunitense possano mandare in crisi anche Bruxelles quando si parla di relazioni commerciali.

Nonostante tutti questi colpi di scena, il 19 marzo 2026 il Comitato INTA ha finalmente adottato i rapporti su entrambe le proposte e la plenaria del Parlamento Europeo, con grande faccia di bronzo, ha approvato tutto il corpus legislativo il 26 marzo 2026.

Ecco il risultato: 417 voti a favore, 154 contrari e 71 astensioni per la proposta principale. E un favore ancora più schiacciante sull’altra proposta: 437 sì, 144 no e 60 astenuti, come una specie di plebiscito per queste regalie americane. Chissà cosa penseranno i cittadini europei mentre quei numeri scintillano sui loro schermi.

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