Acqua in bottiglia a prezzo da oro colato: Bassetti suona l’allarme sull’assurdo spreco di civiltà

Acqua in bottiglia a prezzo da oro colato: Bassetti suona l’allarme sull’assurdo spreco di civiltà

Matteo Bassetti, fresco fresco dall’aeroporto di Malpensa, non si capacita di questo piccolo miracolo moderno: una bottiglietta d’acqua da mezzo litro a prezzo di 2,90 euro. Sembra una presa in giro degna di un film distopico, ma no, è tutto vero. Nel luogo dove si dovrebbe solo passare, magari con un biglietto caro quanto una vacanza, l’acqua diventa un lusso insopportabilmente dispendioso.

Ma non è solo un problema di un singolo aeroporto. No, perché questa entusiasmante corsa ai prezzi folli si estende anche alle autostrade, dove l’idea di pagare per un bene comune l’acqua potabile è diventata la nuova normalità. Chi avrebbe mai detto che bere potesse diventare un atto così… strategico?

Il paradosso dell’oro liquido

È quasi poetico come l’acqua, risorsa indispensabile per la vita, venga trasformata in una specie di “oro liquido” da cui approfittare senza vergogna alcuna. Invece di trovare fontanelle gratuite o prezzi ragionevoli, ci imbattiamo ogni volta in bottigliette che costano quanto, va beh, un cocktail in un bar di lusso. Facile dimenticare che ci sono persone che devono girare con la borraccia per non cadere vittime di questa vergogna commerciale.

Tutto ciò mentre si continua a parlare di sostenibilità, rispetto ambientale e altre belle parole che rimangono sospese nell’aria, magari un po’ più costose di una bottiglia d’acqua ma non certo così urgenti da far sognare un prezzo ridicolo. Il contrasto tra gli slogan ecologici e la realtà delle nostre tasche è più netto di quanto un buco nell’acqua possa mai essere.

Un brindisi amaro agli “esperti” del prezzo

Il nostro eroe, Matteo Bassetti, non si limita a denunciare, ma ovviamente crea anche qualche imbarazzo a chi vorrebbe far credere di occuparsi della collettività. Se anche nel cuore pulsante dell’Italia economica i prezzi si trasformano in scherzi da baraccone, cosa possiamo aspettarci nelle province più lontane o dal lato meno glamour della nostra società?

Invece di intervenire con interventi strutturati, normative chiare o almeno un po’ di buon senso, sembra prevalere una logica tutta commerciale: se qualcosa può essere spremuto, spremiamolo fino all’ultima goccia. Ironico, no? L’acqua è gratis da sempre, ma i passaggi aereo e autostradale la trasformano magicamente in un bene di lusso, da offrire a prezzi da capogiro.

Il vero prezzo che paghiamo

Questa situazione, oltre a svelare tutte le contraddizioni del nostro sistema, lancia una domanda scintillante come una bottiglia da 2,90 euro: a chi giova tutto questo? Sicuramente non ai passeggeri, né ai pendolari, né ai poveri malcapitati in viaggio che, come unica colpa, hanno quella di voler dissetarsi senza dover ipotecare la casa.

Se questo è il modello “moderno” di servizio pubblico e ospitalità, l’Italia dovrà continuare a correggere i suoi conti, ma soprattutto i suoi comportamenti. Continuare a tacere su queste scandalose assurdità significa essere complici di un sistema che considera tutto merce, persino l’essenziale. E forse è per questo che l’unica rivoluzione possibile è iniziare a rivolgersi direttamente a chi detiene il potere di cambiare le regole (che ovviamente lo fa con un sorriso sornione e un bel prezzo in tasca).

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