Bbc lascia Harry da solo a Londra dopo lo stop alla scorta familiare: nessun dramma, solo un piccolo dramma reale

Bbc lascia Harry da solo a Londra dopo lo stop alla scorta familiare: nessun dramma, solo un piccolo dramma reale
Il Duca di Sussex sta seriamente considerando di lasciare a casa moglie e figli durante la sua imminente visita nel Regno Unito a luglio. Motivo? La sua richiesta di protezione da parte della polizia britannica è stata gentilmente, anzi no, decisamente respinta. Un piccolo dettaglio che giustifica una riflessione approfondita sul concetto di sicurezza per i reali contemporanei.

Il principe Harry, accompagnato dalla moglie Meghan e dai loro due pargoli, Archie e Lilibet, dovrebbe prendere parte all’evento degli Invictus Games — quei fantasmagorici giochi sportivi per militari mutilati di cui lui, modestamente, è il padrino — con un ritorno in patria che sarebbe stato il primo nell’epoca post-2022.

Ovviamente, essendo personaggi di tale calibro e delicatezza, il loro staff non ha potuto esimersi dal chiedere protezione ufficiale tramite la polizia, ovviamente a carico dei contribuenti, perché si sa, la sicurezza reale ha un prezzo e va ripartito democraticamente. Ma, sorpresa, sorpresa, venerdì hanno ricevuto l’elegante rifiuto: niente scorta pagata dalla mano invisibile dello Stato.

Questa irresistibile epifania deriva dalla tanto attesa revisione della sicurezza realizzata dal comitato governativo Ravec, specializzato in protezioni di reali e VIP — quei perfettini che si occupano di decidere chi merita un vaso di fiori e chi no.

Dopo aver dettagliato i programmi della visita, l’annuncio ufficiale allo staff di Harry è stato: “Mi dispiace, il servizio di sicurezza non è garantito”. Di fronte a questa delusione da soap opera, fonti vicine al principe raccontano di un Harry profondamente addolorato. Ovviamente, perché nessuno sente mai la mancanza di una scorta pagata dagli altri.

Lui tuttavia sta cercando di risolvere l’equazione impossibile e deciderà il da farsi nei prossimi giorni. Nel frattempo, aveva già accettato la maiuscola cortesia di soggiornare in una tenuta reale, gentilmente offerta dal nonno di suo figlio, re Carlo III. Sempre che Buckingham Palace confermi la disponibilità, dato che al momento sembra che la tanto agognata conferma brilli per la sua assenza.

Il paradosso di una protezione negata

Chi avrebbe mai detto che il rampollo della più famosa monarchia al mondo si ritroverebbe a fare il conto in tasca allo Stato per un po’ di sicurezza? Eppure, il comitato Ravec ha deciso che il conto lo dovrà pagare lui. Una delizia per gli amanti delle contraddizioni reali: quando abbraccia la causa degli “umili”, dimentica di essere lui stesso un VIP con esigenze speciali.

Resta il fatto che questi giochi Invictus, tanto celebrati da Harry, sembrano il campo perfetto per un sit-in sulla sua personale condizione di “figlio del re senza scorta”. Certo, lo spettacolo ha bisogno di protagonisti, ma quelli con meno protezione sono difficili da gestire.

La famiglia Sussex torna così a scuotere l’albero monarchico con una querelle che mette in mostra le ambiguità di una famiglia reale moderna e, allo stesso tempo, parecchio fragile. Un mix perfetto di lusso, diritti negati e qualche scusa da manuale per saltare la visita ufficiale. E come si dice a corte, “il dramma reale è servito”.

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