L’ultima versione della direttiva sulle sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (CMRD) si fa strada con nuovi, brillantissimi limiti di esposizione a sostanze che, guarda caso, sono le più pericolose sul posto di lavoro. Gli illustri co-legislatori, con la saggezza dei guru della scienza, hanno deciso di mettere paletti più rigidi su composti di cobalto (quelli usati per le batterie), idrocarburi policiclici aromatici (perfetti per la produzione di acciaio), ferro e alluminio, e persino 1,4-diossano, protagonista nei processi chimici e tessili. E, per non farsi mancare nulla, Bruxelles dovrà valutare se imporre limiti anche per le sostanze contenute nei fumi della saldatura, dopo la tenace insistenza del Parlamento.
Il dolce incubo dell’Isoprene
Non si poteva dimenticare l’isoprene, quella sostanza adorata da chi lavora nell’industria chimica e della gomma. Perché? Semplice: è classificata come cancerogena. Come ciliegina sulla torta, irrita naso, gola e polmoni, e un’esposizione prolungata e massiccia porta a tumori al fegato e anemia. Naturalmente, i nostri legislatori hanno pensato bene di inserire un limite di esposizione a lungo termine, così che si possa sognare un futuro un po’ meno tossico.
Dettagli strabilianti dell’accordo provvisorio
Il bellissimo regolamento chiarisce finalmente i misteri dell’equipaggiamento protettivo personale, come le maschere respiratorie. E, udite udite, prevede addirittura pause regolari in zone sante e illuminate, prive di rischi di contaminazione. Un lusso, insomma. Per quanto riguarda i medicinali pericolosi – quelli che rischiano di trasformare i poveri operatori sanitari in potenziali vittime – il testo promette un “importante” addestramento a chiunque abbia la sfortunata mansione di maneggiarli.
Non contenti, gli astuti legislatori hanno voluto ricordare che pompieri e soccorritori – eroi sempre in prima linea con materiali micidiali addosso – meritano protezioni extra. E, ciliegina, una valutazione del rischio bella che specifica da parte dell’Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro (EU-OSHA). Chissà cosa ne penseranno i pompieri quando dovranno sfidare il fuoco, ma almeno con qualche costoso protocollo in mano.
Ah, e come non sottolineare la gentile cura verso le piccole e medie imprese? Ovviamente state tranquilli, sarà loro fornito ogni aiuto possibile per non impazzire davanti a questa nuova giungla normativa.
Liesbet Sommen, relatrice ed esponente del Partito Popolare Europeo, ha magnificamente sintetizzato la situazione:
“Ogni anno, in Europa, circa 120.000 lavoratori ricevono una diagnosi di cancro professionale. Una tragedia prevenibile che non possiamo accettare. Con limiti di esposizione più severi, questo accordo proteggerà meglio la salute dei lavoratori, ridurrà i rischi sui luoghi di lavoro e rafforzerà le condizioni di lavoro dignitose in tutta l’Unione Europea, dando nel contempo alle aziende la sicurezza legale e il tempo necessario per adeguarsi ai nuovi standard.”
Prossimi capitoli del gioco normativo
Ora si attende il gran ballo formale: Parlamento e Consiglio dovranno ratificare questo capolavoro provvisorio dopo una puntigliosa revisione legale e linguistica. Se tutto va bene, il voto parlamentare è previsto per la plenaria di fine ottobre – un appuntamento imperdibile per chi ama la burocrazia e le lunghe attese. Solo allora, le nuove regole potranno finalmente entrare in vigore per rendere il nostro ambiente lavorativo un po’ meno tossico e infinitamente più regolamentato.



