Il Mill E e Nuove Radici lanciano la serata infinita delle scuole che si rifiutano di chiudere, perché l’italiano è la nuova pozione magica dell’inclusione

Il Mill E e Nuove Radici lanciano la serata infinita delle scuole che si rifiutano di chiudere, perché l’italiano è la nuova pozione magica dell’inclusione

Lunedì 15 giugno alle ore 18:30, nella sempre alla moda Via Cappuccio 5 a Milano, presso l’associazione The Mill, si avrà l’indimenticabile occasione di partecipare a un incontro così originale da sembrare quasi fantastico: “Le scuole che non chiudono mai”. Non si tratta di una fantomatica scuola di magia, ma di una brillante iniziativa – ovviamente sponsorizzata da quell’eclettica mente collettiva chiamata associazione Nuove Radici – dedicata a chi crede ancora nel mito, ormai perso nei meandri del tempo e dei tagli, delle classi di lingua italiana aperte ai cittadini stranieri ogni santa giornata dell’anno.

Perché sì, certo, esistono persone che ancora – incredibile ma vero – si impegnano a insegnare l’italiano a chi arriva da chissà dove, senza armi, né bagagli, salvo la buona volontà e una penna scarabocchiata. In un’epoca in cui tutto sembra chiudere o funzionare a singhiozzo, queste scuole rimangono aperte a oltranza, resistendo con la forza di un romanzo d’appendice mai letto.

L’incontro vuole esaltare proprio queste realtà, quelle che, al contrario degli uffici pubblici, non chiudono mai, sempre pronte a offrire corsi gratuiti, opportunità di integrazione, sperando che la lingua sia davvero la chiave d’accesso al tanto sbandierato sogno italiano.

Non aspettatevi un raduno elitario o un convegno accademico da Nobel della pedagogia, ma una riunione all’insegna della concretezza, di quelle iniziative che, tra mille difficoltà e risorse scarse, portano avanti un miracolo quotidiano fatto di grammatica, sostantivi e verbi irregolari.

Insomma: mentre il resto del paese sembra impegnato a chiudere sportelli, tagliare fondi e aspettare il miracolo della digitalizzazione efficiente, qualcuno continua a sfidare l’ombra del declino culturale, promuovendo la conoscenza della nostra bellissima lingua a chi, della nostra Italia, solo il suono vuole capire e fare proprio.

Un’occasione per conoscere i veri eroi dell’integrazione

Chi l’avrebbe mai detto che un angolo di Milano avrebbe potuto ospitare una giornata in cui si celebra l’entusiasmo di insegnanti e volontari, quei temerari del verbo che sfidano tutte le logiche di profitto e burocrazia? Eppure eccoli lì, pronti ad aprire le loro porte, a spiegare perché, nonostante tutto, le scuole di italiano per stranieri non solo esistono, ma prosperano, quasi fossero degli zombie educativi eterni.

Un mix di solidarietà e volontariato che costringe anche i più cinici a una risata amara, perché mentre la politica si perde tra slogan e promesse infrante, queste realtà arrancano per concedere una speranza concreta a quella strana gallina dalle uova d’oro chiamata “integrazione”.

Nell’era in cui si tagliano perfino i servizi essenziali, qualcuno si ostina a credere che l’educazione, e in particolar modo l’acquisizione della lingua, sia fondamentale per costruire una società un po’ meno sgangherata e un po’ più inclusiva. Non male, no?

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