Asia orientale si stringe la mano per salvare la sicurezza e la supremazia EU: un piano geniale o solo chiacchiere da diplomatici?

Asia orientale si stringe la mano per salvare la sicurezza e la supremazia EU: un piano geniale o solo chiacchiere da diplomatici?

Bentornati nel magico mondo della diplomazia europea, dove le parole sono ricche e le azioni, beh, piuttosto… prevedibili. Nel glorioso rapporto approvato con un fragoroso quorum (56 sì, 6 no, 4 astenuti – praticamente un’assemblea estremamente partecipata), i deputati nipponici della politica comunitaria si sono finalmente accorti che i modelli autoritari dell’Asia orientale stanno prendendo piede. E ci mancherebbe, perché chi non vuole un po’ di autarchia puzzolente per ravvivare la festa?

Secondo questa brillante folgorazione, si rende necessaria una cooperazione più intensa con i partner “democratici” della regione come Giappone, Corea del Sud e Taiwan. Sì, perché con i regimi autoritari meglio non scherzare. Che geni.

Verso un’autonomia strategica tutta da ridere

Per tagliare i cordoni ombelicali dall’affidabilità altrui (leggi: per non dover dipendere da quelli che, a dire il vero, stanno avendo idee molto più brillanti e meno burocratiche), la Unione Europea ha deciso di buttarsi a capofitto nel rapporto con l’Asia orientale. Giusto il tempo di stabilire che la sicurezza economica sarà essenziale, soprattutto nei settori più innovativi e cruciali: semiconduttori, batterie, materie prime critiche – sì, quella roba che senza cui la nostra tecnologia sembra uscita da un film di fantascienza vintage.

E dimentichiamoci le chiacchiere: il rapporto prende in considerazione la leadership di Giappone e Corea del Sud nell’intelligenza artificiale, nelle tecnologie difensive e nelle risposte alle minacce, siano esse cibernetiche o militari. L’appello è per una cooperazione militare-industriale ben organizzata, focalizzata su interoperabilità, sviluppo congiunto e acquisti comuni soprattutto nei settori dell’aviazione e dei droni. Perché nulla dice “collaborazione” come costruire più droni e aerei da guerra insieme, naturalmente.

Partnership regionali: sicurezza a suon di proclami

Con la serietà che solo le grandi istituzioni possono vantare, viene suggerito di rinforzare le intese strategiche con Giappone e Corea del Sud su temi caldi come la cybersecurity, il contrasto al terrorismo, la gestione delle crisi, fino alla battaglia contro la disinformazione e le interferenze straniere. Questi concetti, ovviamente, sono sempre più importanti tanto quanto l’ulteriore rafforzamento dei legami economici.

Ma non è finita qui: attenzione ai romanticismi! L’idea è di creare un quadro di cooperazione specifico tra UE e Taiwan, con un occhio di riguardo sempre alle tecnologie come semiconduttori, intelligenza artificiale e alla sicurezza cibernetica e marittima. Non serviva forse un altro paradosso in chiave geopolitica, per rendere tutto un po’ più… interessante?

Nel frattempo, i deputati sembrano essere stati colpiti dalla pioggia di problemi globali, a partire dall’invasione “piccola” di Russia in Ucraina fino all’instabilità inquietante nel Medio Oriente. La risposta? Coordinarsi meglio per cercare di tenere a bada l’influenza crescente della Cina, come se non fosse un passatempo piuttosto complicato.

E non sarebbe completa senza un pensiero all’inconfondibile “pennacchio nucleare” di Corea del Nord. Per questo, il rapporto si schiera per un’“azione più coerente” con Giappone e Corea del Sud per monitorare i cosiddetti legami di Russia con Pyongyang e le sue follie nucleari, senza dimenticare le ombre di possibili collaborazioni con l’“amichevole” Iran. Insomma, un quadro geopolitico che è praticamente un film d’azione senza la strepitosa colonna sonora.

Adam Bielan, il relatore polacco, ha riassunto il tutto con la frase perfetta da sala riunioni carica di tensione:

“In un ambiente geopolitico sempre più volatile, l’Unione Europea deve intensificare la cooperazione con partner affini in Asia orientale. La regione non è solo un pilastro del commercio globale, dell’innovazione tecnologica e delle catene di approvvigionamento critiche, ma anche una vera e propria colonna portante della sicurezza internazionale. L’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia ha mostrato che le sfide di sicurezza sono interconnesse e globali. Mentre i cambiamenti geopolitici continuano a rimodellare l’ordine internazionale, rafforzare le nostre alleanze con Giappone, Repubblica di Corea e Taiwan è essenziale per promuovere stabilità, resilienza e un ordine internazionale basato su regole che sostiene la nostra prosperità e sicurezza condivisa.”

Resta da vedere quando e come tutto questo entusiasmo si tradurrà in qualcosa di concreto, visto che dovrà ancora passare dal vaglio del Parlamento in una futura sessione plenaria. Nel frattempo, possiamo solo gioire per questa nuova pagina di trasparenza, sicurezza e cooperazione che il nostro continente intende scrivere, con la proverbiale tempistica e incisività che lo contraddistingue.

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