Quando il caldo record fa più vittime del destino: Stefano stroncato a 56 anni davanti alla tomba dei genitori

Quando il caldo record fa più vittime del destino: Stefano stroncato a 56 anni davanti alla tomba dei genitori

Un’improvvisa tragedia ha fatto tremare la tranquilla Garlasco, quella perla poco conosciuta della provincia di Pavia. Nel pomeriggio del 24 giugno, un uomo di 56 anni, chiamato Stefano Santagostino, ha deciso che il cimitero cittadino sarebbe stato il luogo perfetto per… smettere di respirare.

Ovviamente, quando si parla di malori improvvisi, si apre sempre il ventaglio delle ipotesi, e in questo caso non si esclude che a recitare la parte della “fatalità” possa essere riuscito con una sorprendente puntualità. Qualcosa di così scontato da risultare quasi noioso, ma non per questo meno tragico.

Il nostro povero Stefano è stato trovato lì, tra lapidi e silenzi, come un ultimo atto di una commedia che non aveva massimo splendore né lieto fine. Immagino che i presenti, oltre allo sgomento, abbiano avuto anche una certa soddisfazione nel confermare che la natura, o il destino, non fa discriminazioni di luogo o di età.

Quale sia stata la causa precisa del malore resta ancora un mistero degno delle migliori sceneggiature da giallo, ma è chiaro che l’improvviso sia stato veramente improvviso, lasciando tutti con l’amaro in bocca e qualche domanda senza risposta.

Quando il fato ti coglie nel posto meno opportuno

Non dovrebbe sorprendere che gli incidenti fatali avvengano nei luoghi più inaspettati, vero? Un cimitero, qualche pensierino sulla vita e la morte, e poi boom: il corpo cede e la cronaca prende il sopravvento. Un colpo di scena così classico da sembrare scritto a tavolino.

Naturalmente, nessuna pietà per chi cerca soluzioni semplicistiche, come un “malore cardiaco” o un “improvviso arresto”. Il vero colpo di grazia è proprio questo: la banalità di certi eventi che mettono in crisi la nostra illusoria sicurezza di potere controllare tutto — anche la morte.

E in tutto ciò, le autorità locali fanno quello che possono, con la loro proverbiale efficienza nel mantenere il silenzio e la compostezza. Sarà interessante vedere se e come questa triste vicenda verrà archiviata tra le mille scartoffie burocratiche che tanto amiamo sopportare.

Un promemoria amaro per tutti noi

Il caso di Stefano Santagostino ci ricorda, senza troppi giri di parole, che la vita può gettare un colpo di scena quando meno te lo aspetti, anche in posti dove normalmente si riflette sul passato piuttosto che sul presente.

Per chiunque si stesse illudendo di poter pianificare ogni minimo dettaglio, la realtà oggi ha un messaggio chiaro e tagliente come una lama: nessun piano regge di fronte all’imprevedibilità assoluta.

Così, mentre la comunità di Garlasco si prepara ad affrontare con l’immancabile dignità italiana questo lutto improvviso, non resta che osservare con un sorriso amaro quanto sia fragile il nostro fragile castello di certezze quotidiane.

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