Non si tratta solo di qualche sudata di troppo: un’ondata di caldo record nel cuore dell’Europa ha causato un blackout di proporzioni epiche in Francia, mentre diversi Paesi hanno sventolato il cartellino rosso di allerta su ampie porzioni del loro territorio. Complimenti al bel risultato, davvero un’estate da ricordare o da dimenticare, a seconda dei punti di vista.
Il problema principale? Un trasformatore in quel di Ergué-Gabéric, nel dipartimento costiero di Finistère, ha deciso di prendersi una vacanza anticipata, lasciando al buio ben 68.000 abitazioni nella sola parte occidentale della Francia. Il blackout, iniziato martedì sera, si prevede non si risolverà prima della fine di mercoledì: un’odissea senza corrente, quindi. Ma niente paura, il gestore ha illustrato con solennità la grande priorità del momento: restituire l’elettricità agli ospedali e agli altri “siti critici”. Le case di riposo senza corrente? Niente paura, arriveranno i generatori – come ai bei tempi andati, mica siamo nel 2026.
Nel frattempo, secondo i dati dell’utility francese EDF, la produzione nucleare nazionale è precipitata di ben 4,1 gigawatt mercoledì, colpa del caldo insopportabile che ha fatto saltare l’accesso all’acqua per il raffreddamento. Ovviamente, chi si lamenta non ha ancora ricevuto risposta ufficiale da EDF. Un silenzio imbarazzante, ma si sa che il caldo porta pure a questo.
Questa raffica di temperature infernali sta ovviamente causando un bel po’ di disagi: scuole chiuse, trasporti in tilt e un generale senso di caos che si estende tra Francia e dintorni. Nella fetta di Toulouse deserta il 22 giugno 2026 si respira un’aria da apocalisse termica: Meteo France, con quel tono solenne che gli è proprio, ha dichiarato quel giorno come “uno dei più caldi mai registrati”.
La temperatura ha raggiunto i 44,3 gradi a Pissos, nel sud-ovest, mentre città come Bordeaux hanno dovuto piegarsi a valori “senza precedenti” (42,1 °C), senza nemmeno badare al calendario: mese qualunque, caldo come fosse ferragosto nel Sahara. Anche l’indicatore termico nazionale, valutato con i dati di trenta stazioni, ha fissato un record intorno ai 29,8 gradi.
Nel frattempo, almeno 40 anime sfortunate sono state stroncate dal caldo mentre cercavano sollievo in acque non sorvegliate. Avete capito bene: l’idea di un tuffo rinfrescante ha riscosso più successo di un concerto rock, con risultati tragici a cui pure un reality show potrebbe ispirarsi.
Mentre la Francia brucia, anche oltre la conta delle vittime, nel Regno Unito più di 1.000 scuole sono state chiuse a causa di un raro avviso meteorologico rosso, qualcosa che fa più effetto di una protesta di studenti. Allerta rossa, se ve lo state chiedendo, significa una condizione di caldo e umidità eccezionale, il che, tradotto in termini umani, vuol dire che la popolazione deve rinunciare a metà delle sue abitudini quotidiane per sopravvivere – sì, almeno per qualche giorno. Non solo UK, ma anche Spagna, Italia, Germania e Svizzera hanno abbassato la maschera con simili avvisi rossi, giusto per far capire a tutti che il clima ha deciso di fare sul serio questa volta.
Prima che vi chiediate se si tratti di una moda passeggera, sappiate che questa è la seconda “cupola di calore” in due mesi. No, non è un film di supereroi, ma la terribile realtà scientifica che ci avverte come il cambiamento climatico non stia scherzando. Il riscaldamento globale, per tanto insopportabile quanto scontato, sta rendendo questi eventi estremi sempre più frequenti e potenti: un vero regalo di benvenuto nel XXI secolo.
La Copernicus Climate Change Service dell’Unione Europea non lascia spazio ai dubbi: l’Europa si sta scaldando più velocemente di qualsiasi altro continente, addirittura al doppio della media globale dal 1980. Un po’ come se avessimo comprato un biglietto per un incendio, ma senza nemmeno essere consapevoli di cosa stiamo firmando.



