Elezioni da fiato sospeso: Tatarella rientra trionfante e il centrodestra spara candidature a grappolo, Sardone e Lupi in prima linea

Elezioni da fiato sospeso: Tatarella rientra trionfante e il centrodestra spara candidature a grappolo, Sardone e Lupi in prima linea

Ah, la politica milanese si arricchisce di una nuova stella luminosa: Pietro Tatarella, già insignito del titolo di ex consigliere comunale di Forza Italia, torna sul proscenio politico con l’arduo compito di salvarci tutti. Non contento di essere rimasto nelle cronache come il simbolo dell’impegno civico, ora punta nientemeno che alla candidatura a sindaco di Milano, ma, attenzione, rigorosamente da civico. Non un partito, quindi, ma il cavaliere solitario pronto a rappresentare quell’arcano schieramento che chiamano centrodestra, senza trasferire soldi pubblici agli amici, eh.

E come sempre, per queste imprese epiche, la presentazione ufficiale avverrà al momento più solenne e simbolico possibile: martedì 23 giugno a mezzogiorno. Un orario, si sa, che valorizza ogni grande idea come il sacro fuoco dell’eroismo civico. Tatarella non ha perso tempo e, con l’audacia che lo contraddistingue, ha subito anticipato le sue nobili intenzioni. È come se ci avesse lanciato un guanto di sfida, tipo “Preparatevi, popolo meneghino, il salvatore arriva!”.

Non che manchino i dubbi sulla genuinità di questa ‘candidatura civica’, specie quando si arriva al centrodestra, quel luogo mitologico dove le alleanze cambiano più spesso dei guardiani di un castello incantato. Ma del resto, chi siamo noi per giudicare? In fondo, l’importante è assicurarsi che la giostra continui a girare senza intoppi, con o senza partiti, meglio se con qualche bandiera civica ondeggiante al vento.

Il fenomeno della “civica di centrodestra”

Ma diciamolo, il termine “civico” è ormai la parola magica che trasforma un politico impresentabile in un eroe senza macchia. Si tratta di un fenomeno molto amato nelle campagne elettorali italiane, soprattutto nelle metropoli che odiano i partiti ma poi li chiamano a raccolta come un oracolo. Non è forse curioso come il “centrodestra civico” riesca a non sporcarsi le mani con le poltrone di partito, ma ha sempre pronta la rete di appoggi e consensi dei partiti stessi? Magia della politica moderna: un equilibrio così sottile che quasi sembra vero.

In questo carosello di mirabolanti strategie, Tatarella si mette in linea con l’arte del compromesso. Forse spera di attirare quei cittadini stanchi della solita politica, promettendo aria fresca e trasparenza, concetti spesso associati a candidati civici, salvo poi infilarsi nei soliti giochi di corridoio appena eletto. La comunità meneghina, comunque, aspetta il gran giorno della presentazione, curiosa di vedere se l’ennesimo salvatore sarà all’altezza delle aspettative o solo l’ultimo cavaliere di una politica sempre uguale a se stessa.

Chi lo sa? Nel frattempo, non resta che applaudire l’italico rito delle promesse elettorali, quelle solite che, per qualche settimana, ci fanno dimenticare le beghe in municipio e ci fanno sognare una città migliore. E se poi non funzionerà? Beh, c’è sempre il prossimo candidato civico con il portfolio pieno di ambizioni e sobrietà in tasca.

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