Rogoredo sotto assedio: 300 agenti e droni in missione impossibile tra arresti e montagne di spazzatura

Rogoredo sotto assedio: 300 agenti e droni in missione impossibile tra arresti e montagne di spazzatura

Un dispiegamento di forze degno di un film d’azione hollywoodiano ha invaso la zona di Rogoredo e dintorni nella notte appena trascorsa. Chissà, forse qualche pericolo apocalittico incombeva su questa tranquilla area milanese, o forse si trattava solo dell’ennesima, infinita, inutile pantomina di sicurezza che tanto piace alla prefettura di Milano. Coordinato dall’altisonante Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, questo nuovo servizio straordinario interforze si è messo all’opera con la solita pomposità.

Non ci sorprende vedere come le risorse – mirabilmente distribuite – vengano impiegate per rastrellamenti che più che risolvere sono destinati ad alimentare le statistiche di “sicurezza”. Ovviamente, le “zone calde” di Rogoredo sono state esplorate con meticolosità, forse nella vana speranza di scovare qualche “pericolo” che giustifichi questa esibizione di potere.

Lo spettacolo, però, non si limita solo ai colpi di scena di questi blitz notturni. Da anni assistiamo a questa farsa, con qualche rara e sporadica operazione degna di nota. L’impressione è che tutto ciò serva più che altro a dimostrare una presenza che in realtà è assenza: quella di una politica realmente efficace nel contrastare problemi sociali radicati e non semplicemente fisica di polizia ad intermittenza su un quartiere.

Un’operazione che non fa che alimentare l’illusione

Nel frattempo, la comunità locale osserva con scetticismo questa passerella. I cittadini, stanchi di promesse mai mantenute, sanno bene che queste iniziative restano spesso gocce nel mare di un problema sociale complicatissimo. L’onnipresente narrativa del “ordine e sicurezza” sembra essersi tramutata in una recita dove, a fare da protagonisti, ci sono sempre le stesse facce e i soliti proclami retorici.

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in una specie di déjà vu che si ripete periodicamente, ha infatti magicamente convocato questo servizio straordinario interforze “per un miglior controllo del territorio”. Traduzione: spendiamo risorse per qualcosa che sappiamo da sempre non risolverà nulla, ma almeno facciamo vedere che ci stiamo provando. E pazienza se il problema di fondo rimane comodo com’è da decenni.

Illusione di sicurezza o semplice esercizio di potere?

La verità, che nessuno ha il coraggio di gridare, è che queste iniziative sono più un esercizio di esercizio di potere e di immagine che un reale tentativo di migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Le forze dell’ordine sfilano, fanno controlli, ma senza quelle riforme strutturali che servirebbero per affrontare criminalità, degrado e marginalità sociale, tutto si riduce a una farsa che dura il tempo di una notte.

Purtroppo, come spesso succede, i veri problemi vengono ignorati perché non fanno altrettanto “scena”. E così mentre si spianano le strade di Rogoredo con i blitz, i deficit sociali e l’abbandono continuano a prosperare senza alcuna vera opposizione. Ma l’importante è dimostrare, almeno a parole, che “la sicurezza è una priorità”. Una frase ad effetto, niente di più.

Dunque, mentre il sipario cala su quest’ennesima giornata di controlli straordinari, il quadro generale non cambia minimamente. Bravi, bravissimi: facciamo finta di lavorare, così nessuno si preoccupa di chiedere risultati concreti. Nel frattempo, l’area di Rogoredo continua a essere teatro di problemi annosi, mentre tra un blitz e l’altro si annaffia la menzogna di una sicurezza garantita a colpi di prove di forza notturne.

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