Cosa c’è di meglio che festeggiare un triplete che nessuno aveva mai osato immaginare? L’EA7 Milano si prende il lusso di tornare sul tetto d’Italia in un crescendo di trionfi, portandosi a casa lo scudetto numero 32 con una tranquillità disarmante. Gara 4 al Taliercio? Pirotecnico, certo, ma Milano non ha lasciato nemmeno le briciole alla Reyer Venezia, infliggendo un perentorio 86-72.
Una stagione che non si dimentica, iniziata sotto l’ombra del lutto per la perdita del grande Giorgio Armani. Ma come se una tragedia potesse fermare la marcia di un gigante della pallacanestro, il team modenese dimostra un’appartenenza e resilienza degne di una leggenda: Supercoppa, Coppa Italia e campionato finalmente in bacheca. Qualcuno ha detto “dominatori assoluti”?
Chi ha detto che cambiare allenatore a stagione in corso sia una follia? Peppe Poeta entra in scena a novembre dopo le dimissioni di Ettore Messina e, in un colpo solo, si lega per sempre al cuore del club con il suo primo titolo da capo allenatore. Sarà un caso, ma il gioco sembra girare meglio con lui a dirigere l’orchestra.
Se i numeri dicono qualcosa, allora Brooks e Guduric si guadagnano la medaglia d’oro tra i marcatori, entrambi con 15 punti ben distribuiti sulla partita. E, giusto per non farci mancare nulla, il serbo si scatena nella ripresa con 13 punti, affiancato da Ellis che non scherza affatto: 9 punti con un rispettabilissimo 3/5 da tre, perché dai, un po’ di spettacolo deve pur esserci.
Il trionfo di un progetto vincente o solo tanta, troppa fortuna?
La combinazione perfetta tra investimenti faraonici, cambi di strategia a tempo di record e un pizzico di sorte benevola ha portato alla consacrazione definitiva. Ma c’è da chiedersi: quanta sostenibilità ha davvero questo modello? Riuscirà questa macchina da guerra a mantenere i suoi fasti senza spezzarsi sotto il peso delle aspettative e delle pressioni? È un enigma che gli stessi milanesi dovranno affrontare, una volta che i brindisi saranno finiti e le luci spente.
Nel frattempo, applaudiamo un team che ha saputo trasformare dolore, cambi repentini e tensioni in una sinfonia di vittorie senza precedenti. Perché, se c’è una certezza nel mondo impietoso del basket italiano, è che il trono di L’EA7 Milano si è irrobustito, forse per restarci ancora per un bel pezzo, bene o male che vada.



