La linea ad Alta Velocità tra Milano Rogoredo e Piacenza è stata interrotta dalle 10:20 di questa mattina per – udite udite – “verifiche tecniche” sulla linea elettrica. Per chi sperava in una mattinata tranquilla, peccato: la paralisi ha generato cancellazioni a gogo e ritardi colossali fino a due ore. Insomma, l’alta velocità che tutti amano ma che, a quanto pare, può trasformarsi in una lento-agonia ferroviaria da un momento all’altro.
Da fonti di Trenitalia apprendiamo che qualcuno ha avuto la brillante idea di instradare alcuni treni sull’inevitabilmente “lenta” linea convenzionale, con la gioia di ritardi fino a 120 minuti e la probabilità concreta di vedere cancellazioni in serie. Al momento, i numeri sono ben graziosi: sei treni completamente cancellati e ben venti travolti nell’inferno del maggior tempo di percorrenza. Chapeau.
Ma non finisce qui, perché quando pensi che la giornata non possa peggiorare, ecco spuntare l’incendio di sterpaglie proprio lungo i binari, in quel del Lodigiano, a Livraga. Un effetto speciale degno di una sceneggiatura hollywoodiana: scintille dalla linea elettrica fuori gioco – chissà quanto a norma – e fuoco che divampa mettendo a rischio non solo i treni, ma anche la già cagionevole pazienza dei viaggiatori.
Ovviamente, è scattato l’intervento eroico dei vigili del fuoco, armati di due autobotti e altrettanti moduli antincendio boschivo, per domare le fiamme. Alla fine, tutto è stato spento, e grazie al cielo nessuna vittima tra i passeggeri, anche se una donna di 44 anni è stata soccorsa per una crisi di panico o forse per lo spavento, ma per fortuna senza necessità di ricovero.
Due treni alta velocità non hanno avuto fortuna: intrappolati nel mezzo del caos, uno è stato gentilmente (o disperatamente) rispedito a Milano Rogoredo, mentre l’altro è stato devoluto a Piacenza, dove probabilmente si staranno chiedendo il senso di tutto questo spettacolo.
Alta velocità: rapidità solo nel nome
È davvero il colmo dover sottolineare che la “alta velocità” non sia poi così alta né troppo veloce in questi casi, ma evidentemente nel fantastico mondo delle ferrovie italiane è normale che un guasto tecnico paralizzi intere tratte, si aggiungano roghi lungo i binari e i passeggeri vengano trattati come numeri da cui spremere pazienza e indulgenza.
Forse sarebbe il caso di investire in manutenzione più seria, verifiche preventive, e magari qualche soldo in più per evitare che “verifiche tecniche” diventino sinonimo di catastrofe. Il paradosso? Questo è il sistema che dovrebbe garantire efficienza e velocità nel cuore della rete italiana, mentre invece ci regala una sceneggiatura tragicomica quotidiana.
In conclusione, viaggiare in Alta Velocità oggi significa occuparsi dell’arte dell’attesa, della pratica zen dei ritardi, e per chi ama l’adrenalina anche del rischio incendio spontaneo. Un’esperienza completa, insomma.



