Dipendenti Atm e chat sessiste: sì, anche qui spuntano indagati e cellulari spariti come per magia

Dipendenti Atm e chat sessiste: sì, anche qui spuntano indagati e cellulari spariti come per magia
Milano, la magistratura si è svegliata e ha deciso di indagare su una chat degna di un romanzo noir, o forse peggio. Una bella chat dove alcuni dipendenti di Atm si scambiavano immagini rubate niente meno che dalle telecamere di sorveglianza dei mezzi pubblici. Non immagini qualsiasi, ma foto di donne, senza che queste ne sapessero nulla, il tutto condito da commenti sessisti, così per scaldare la giornata.

Carlo Parodi e Grazia Colacicco, che, a quanto pare, non hanno perso tempo a approfondire la portata – o forse la farsa – di quanto avveniva dietro le quinte dei mezzi milanesi.

La sorpresa del secolo: cioè, cos’è la privacy?

Atm, intenti a installarsi come i grandi sphinx della modernità nei propri monitor di sorveglianza, passando il tempo a divertirsi con immagini intime di passeggeri inconsapevoli. Chissà, forse pensavano di essere in un reality show dal titolo “Chi spiava cosa?”

La facciata di responsabilità aziendale fa acqua da tutte le parti

Atm non poteva mancare, in perfetto stile “tutto sotto controllo”. Nella dichiarazione si ostenta un impegno a “collaborare con la giustizia” e a “tutela della privacy”, come se queste fossero frasi magiche capaci di cancellare o minimizzare la figuraccia. Ma, di fatto, emerge la perfetta incapacità nel sorvegliare il proprio personale e nel prevenire situazioni grottesche a danno dei cittadini.

Il brivido di chi indaga e il rischio di un velo pietoso

Parodi e Colacicco sono ora alle prese con quel gioco del gatto e del topo che chiamiamo “inchiesta”. Indagare per capire chi fosse l’artefice di cotanto scempio, se sia coinvolta solo una partita di singoli “mente fresche” o se dietro ci sia una cultura aziendale da vermi. La cosa interessante sarà vedere se si arriverà a chissà quali condanne, o se tutto finirà in una scivolata politica da manuale dello scandalo che viene dimenticato in fretta.

La morale – se ce n’è una – è un consiglio per i passeggeri

Atm, fate conto che le telecamere non vi stanno mollando gli occhi di dosso per controllare che non facciate danni, ma magari per preparare il prossimo capitolo di un reality tutto italiano fatto di voyeurismo, sessismo e scarsa etica. Nel frattempo, l’unico consiglio che si può dare è di evitare certe chiacchiere da chat come se fossero il virus del secolo… perché, purtroppo, lo sono davvero.