Alberto Baldaccini svela il miracolo: 350mila euro l’anno per combattere le gang e fare miracoli a Corso Como

Alberto Baldaccini svela il miracolo: 350mila euro l’anno per combattere le gang e fare miracoli a Corso Como

Negli anni Ottanta e Novanta, la parola mafie faceva quasi sognare: pizzo, minacce, e un rosario di armi pesanti a far da sottofondo. Un panorama colorito e tipico, quasi rassicurante per chi cercava un nemico chiaro da odiare. Ma con l’avvento del nuovo millennio, sorpresa! Le cose si sono evolute in modo quasi avanguardistico. Dimenticate il boss scaltro alleate a camorra e ‘ndrangheta; oggi siamo travolti da un’ondata di microcriminalità che sembra uscita direttamente dai peggiori incubi di una puntata social o da un talk show serale. Gli anni Dieci hanno portato in scena piccoli truffatori digitali e delinquenti da tastiera, una città sotto assedio, certo, ma a colpi di hashtag e video virali.

L’era della microcriminalità è quella in cui la malavita non si accontenta più di controllare una zona con una pistola in pugno. No, ora è tutta una questione di commenti offensivi, fotomontaggi infamanti e furti digitali meglio noti come “phishing”. Del resto, diciamolo: fare la guerra armata è ormai passato di moda, oggi si punta al caos 2.0 e alla frammentazione sociale, quella che si alimenta meglio con il panico da notifiche senza sosta.

Una nuova frontiera… di inefficienza

Se negli anni passati la lotta alla mafia aveva almeno l’aria di essere una battaglia epica – con operazioni, arresti clamorosi e comunicati stampa pomposi – oggi il contrasto alla microcriminalità sembra più un tentativo goffo di arginare un font di spam infinito. Le forze dell’ordine si trovano così a dover inseguire ladri senza volto nascosti dietro nickname strambi e falsi profili, in un testo di Twitter o Facebook. Davvero esaltante, vero?

Ma, in fondo, non è forse questo il riflesso della nostra società iperconnessa? Un mondo dove l’epica criminalità si è ridotta a un fastidio digitale, a un disturbo della quiete pubblica trasmesso in streaming? Così mentre una volta si temevano i boss in giacca e cravatta, oggi il pericolo può nascondersi in un commento sgradevole o in un messaggio che ti promette una vincita mai arrivata.

Concetto di malavita 2.0: più micro, meno mafioso

Dimenticate il cliché del mafioso in doppiopetto con la pistola sotto il tavolo; oggi la malavita è più discreta, più tecnologica, più… sopportabile? Le minacce si fanno virtuali, i ricatti hanno la forma di mail perniciose, e il pizzo è sostituito da algoritmi truffaldini. Tutto molto moderno, meno spettacolare, ma incredibilmente più subdolo. Un cambiamento che lascia il pubblico con il palmo della mano a coprire la fronte, quasi per proteggersi da tanta evoluzione tecnologica.

La cronaca ce lo narra ogni giorno, ma nessuno ci fa più troppo caso. Del resto, il terrore da banda armata è stato sostituito da un fastidio da banda larga. E mentre qualcuno cerca ancora di inseguire i capi clan con armi e motivazioni, il resto del mondo civile si barcamena in un mare di micro truffe, spam e botti virtuali. La realtà non è più un film poliziesco, ma un meme che fa ridere a metà.

Da “mafie armate” a “microcriminalità social”: una rivoluzione poco pubblicizzata

Se ci pensate bene, questa evoluzione criminale è un autentico capolavoro d’innovazione… o forse d’involuzione. L’attenzione mediatica, che un tempo si concentrava su sparatorie e pentiti, oggi si disperde tra denunce anonime di haters e requisiti informatici. Un cambio di paradigma che rende tutto un po’ meno eroico e decisamente più confuso.

Il problema però rimane: nonostante lo showgame mediatico, l’escalation di microcrimini produce comunque gli effetti devastanti di sempre. Solo che invece di dover rimettere il vetro di una vetrina spaccata, ti ritrovi a dover cambiare password ogni settimana sperando che il malware non abbia deciso di invitarsi alla tua festa privacy. Una battaglia, certo, ma senza il fascino dei duelli all’italiana sotto la luna.

Nell’era in cui tutto è social, anche la criminalità si adatta al formato da quattro pollici di schermo. Un trend che trasforma il tessuto sociale dalla lotta e paura tangibile, al fastidio quotidiano scivoloso ed evanescente. Così, alla fine, il “nemico” diventa qualcosa di sfuggente, quasi invisibile, ma sempre pronto a infastidire, proprio come quel pop-up insistente che non riesci a chiudere.

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