Yamal si crede il nuovo re del calcio sfidando Ronaldo e Messi senza paura

Yamal si crede il nuovo re del calcio sfidando Ronaldo e Messi senza paura

Il tramonto degli dei del calcio è forse più rapido dell’ascesa delle nuove divinità? Sports Illustrated ha deciso di celebrare la disfatta delle leggende mentre gli eredi si affacciano con ben 48 copertine diverse, ciascuna dedicata alle nazionali protagoniste del Mondiale. E indovinate? L’Argentina mostra trionfante Messi, il Portogallo non rinuncia a Cristiano Ronaldo, mentre la Spagna scommette sul ragazzo prodigio della Masia, Lamine Yamal. Quel fenomeno che aveva incantato all’Europeo di due anni fa e che, miracolosamente, non è stato sepolto sotto l’iconica maglia numero 10 che una volta portava Messi, a differenza di ~sfortunati~ talenti come Ansu Fati.

Nel frattempo, la famosa rivista The Athletic ha collocato Yamal al terzo posto tra i migliori 50 calciatori destinati a influenzare il Mondiale, riservando però per Messi (25° posizione) un commento mordace da critico ultraventennale: «non corre, non pressa più, farà la differenza solo se il ritmo è basso». E a chiudere la classifica c’è il nostro amato Ronaldo, definito un’ingombrante eredità più che un valore sul campo, con una scossa piuttosto esplicita: «se lui gioca per sé e i suoi record, il Portogallo perde». Insomma, secondo questi giudici, i grandi dei del calcio sono già tramontati. Peccato però, che il nostro caro Yamal, con tutti i suoi 6 gol, 12 assist, titoli con il Barcellona e ben 43 milioni di follower su Instagram, ancora non sia stato completamente consacrato nel pantheon.

E non finisce qui: recentemente è stato anche nominato ambasciatore per l’Unicef, segno che il suo potere va ben oltre il campo, toccando le corde dell’engagement social che oggi conta più di qualsiasi prodezza tecnica.

Naturalmente, non manca la nota dolente. Il dubbio più pregnante sul presente riguarda le condizioni della coscia che l’ha fatto arrancare nell’ultima parte della stagione, tenendolo fuori dalla volata finale della Liga e dalle amichevoli pre-Mondiale. Il commissario tecnico della Spagna, Luis de La Fuente, ha tirato fuori l’immancabile ‘tutto a posto’: «l’infortunio alla coscia è ristabilito». Tradotto: se la prudenza la farà da padrone – proprio come per l’altro starlet Nico Williams – toccherà ai signori Baena e Oyarzabal cominciare la partita titolari, lasciando Yamal a guardare dal divano, o al massimo a riscaldarsi.

Per inciso, Trump ha espresso un’enigmatica preferenza tra Messi e Cristiano Ronaldo, dimostrando che nella politica come nello sport, i gusti sono sempre un’arma a doppio taglio.

Messi stesso aveva preannunciato qualche tempo fa:

«Yamal è il futuro e il presente»

Quel simpatico “El Diez” che ha portato lo “scudetto” americano a Miami ed è stato ricevuto con tutti gli onori alla Casa Bianca da Trump, resta comunque più popolare del giovane talento catalano. Quest’ultimo, infatti, è passato completamente inosservato nel suo shopping quotidiano in un anonimo centro commerciale del Tennessee, suscitando più scalpore tra gli europei intellettuali del calcio che non nella corona di stati americani dove il soccer continua ad essere considerato un passatempo da secchioni liberali.

Il confronto con Ronaldo appare una sfida impari: il campione portoghese è persino stato ospite di una cena di Stato dove è stato osannato da Trump e persino dal figlio Barron, che sembrava incredulo dinanzi al fatto che il padre avesse invitato un giocatore di calcio alla Casa Bianca. Evidentemente, tra i ricordi di calcio del tycoon americano – che si limita a un vago ricordo di Pelé ai Cosmos – le gesta di Yamal al Barcellona, cresciuto dribblando perfino i cani di casa, non trovano ancora lo stesso peso.

Per questo motivo, Yamal dovrà esserci e farsi valere, se non oggi, almeno nel proseguo del torneo ad Atlanta, Guadalajara e durante la fase ad eliminazione diretta. Perché scaramanticamente parlando, la Spagna non vince uno spareggio diretto dal 2010, una lunga astinenza di successi in match a eliminazione che grava pesantemente sul morale.

Il ragazzo dovrà rompere questo tabù e, come ciliegina sulla torta, far cadere definitivamente i vecchi Dei dal piedistallo, non solo con la tecnica o la freddezza davanti alla porta, ma anche con quella popolarità che ormai fa più clamore di qualsiasi gol segnato.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!