Agricoltori alza il tiro: conferenza stampa martedì alle 17.30 per farci sentire davvero

Agricoltori alza il tiro: conferenza stampa martedì alle 17.30 per farci sentire davvero

A quanto pare, l’agricoltura europea sta vivendo un’epoca d’oro fatta di sfide quasi insormontabili, al punto che gli agricoltori si sono sentiti in dovere di protestare, un dettaglio trascurabile per chi, evidentemente, ha il pollice verde solo per gli affari. In una reazione fulminea degna della burocrazia migliore, la Commissione Europea ha deciso di rivedere una serie di atti normativi con quel sapore di compromesso che tutti adorano quanto una puntura al braccio.

Il risultato di queste sagge forche caudine tra Consiglio e Parlamento Europeo è una serie di misure da far impallidire anche il più solerte degli avvocati di campagna: la trasformazione di quei bei contratti scritti in regola generale, che dovrebbe drasticamente migliorare la “posizione contrattuale” degli agricoltori – si dice così, ma forse volevano dire “imporre più burocrazia”.

Non solo, finalmente si rafforza il potere negoziale delle organizzazioni di produttori (come se nel bel mezzo della crisi il potere negoziale fosse proprio la priorità), insieme a una semplificazione della loro riconoscibilità – un piccolo miracolo intriso di ironia, pensando alle innumerevoli certificazioni che già affollano i loro scrivani.

Ma attenzione: non mancano gli incentivi, ovviamente volontari, per schemi di sostenibilità sociale, perché nulla urla più “rafforzamento” di un incentivo teorico che nessuno si sente obbligato a seguire.

Tutele e divieti per non perdere la faccia

Ovviamente, dopo una spinta dal Parlamento Europeo che doveva mostrare un po’ di sensibilità consumistica, è stato sancito che le denominazioni tradizionali di carne e di alcuni prodotti carnei siano protette fino all’ultimo grammo e all’ultima etichetta. Nel frattempo, per i “sostituti della carne”, quei prodotti coltivati in provetta che piacciono tanto ai vegani e ai futuristi alimentari, la parola “carne” è stata proibita in etichetta. Niente da fare: la trasparenza con il consumatore e la “leale concorrenza” vengono prima, anche se si tratta di edificare barriere di linguaggio più che di regole di mercato.

Insomma, un elegante mix di protezionismo, burocrazia a volontà e qualche accenno di sostenibilità, il tutto mascherato da grande traguardo politico sulla pelle degli agricoltori. Un vero spettacolo dell’Unione Europea, dove le soluzioni pragmatiche si nascondono dietro parole d’ordine e contratti polverosi firmati in camere pressurizzate di Strasburgo.

Dettagli tecnici per chi ama complicarsi la vita

Ah, e un’aggiunta non da poco: la facilità di accesso ai supporti tecnologici durante le conferenze, con piattaforme streaming che sembrano progettate più per far fallire il giornalismo che per agevolarlo. Accreditarsi, inserire nome, cognome, testata, e usare casse in-ear e microfoni adeguati, perché la traduzione simultanea è riservata solo a chi si presenta con un video perfetto. Tutto condito da una tecnologia misteriosa ma attenta a garantire “solo” l’interpretazione per chi sa stare dietro a un dispositivo iPad con Safari o Chrome su Mac/Windows. Non sia mai che qualcuno possa partecipare semplicemente al suo lavoro!

Un dettaglio che rende omaggio a quell’efficienza europea che ci ha regalato regolamenti in serie come fossero gadget da collezione.

Un quadro generale? Più burocrazia, meno soluzioni

Insomma, negli anni scorsi, gli agricoltori europei si sono trovati in un ambiente così “accogliente” da dover scendere in piazza, se vi sembra una reazione esagerata forse è perché non siete stati in campagna durante l’estate. La risposta istituzionale, ovvero la proposta di modifica di leggi, promette di mettere ordine, responsabilizzare, favorire e proteggere, ma sempre all’insegna di una burocrazia che pare uscita da un manuale del secolo scorso.

A questo punto, non resta che aspettare i risultati: chissà se i contadini potranno finalmente coltivare senza troppi contrattempi o se la burocrazia resterà la più grande infestante nei loro campi.

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