Stava male, molto male. Talmente male che, nei due giorni precedenti al suo brillante gesto filiale, si era fatto una passerella al pronto soccorso ben due volte. Sto parlando di Raffaele Arena, il cinquantenne di Cinisello Balsamo che all’alba di giovedì 11 giugno ha deciso di mettere fine all’esistenza del padre, Giuseppe Arena, direttamente nel loro accogliente appartamento di via Casati.
Le condizioni psichiatriche di Raffaele erano chiaramente in discesa ripida e, a quanto pare, la situazione era diventata ingestibile anche per papà Giuseppe. Tanto che il 9 giugno ha pensato bene di chiamare il 112, sperando forse in un intervento miracoloso. Il figlio veniva portato – sì, grazie all’ambulanza – all’ospedale Bassini, per essere poi gentilmente dimesso, come se nulla fosse. Il giorno dopo, 10 giugno, eccolo di nuovo al pronto soccorso, ospedale Bassini ancora, senza però che qualcuno si degnasse di trattenerlo un po’
Eppure, la mattina del gran finale, alcuni vicini hanno testimoniano a MilanoToday di aver visto padre e figlio insieme, tranquilli come se nulla fosse, come se l’immagine di una normale famiglia fosse l’ultimo cliché da mantenere verso l’esterno.
L’omicidio: il capolavoro di un giorno qualunque
Giovedì, poco dopo le 5.30 del mattino, Giuseppe – o meglio, Pinuccio come lo chiamavano affettuosamente – viene brutalmente aggredito nella propria camera da letto. Il carnefice? Proprio il figlio, armato di un mortaio di marmo, che non solo sfrutta l’oggetto per un pestaggio da antologia, ma si dedica anche al rogo del corpo, probabilmente pensando che una bella torcia di fumo nero dai materassi potesse far sparire le prove come per magia.
Peccato che il fumo nero non sia passato inosservato alle forze dell’ordine, una pattuglia dei carabinieri di Cinisello Balsamo si è accorta di tutto, è intervenuta con il radiomobile ed ha domato l’incendio, portando a casa il protagonista della tragedia.
Una cronaca nera con precedenti eccellenti
Che Raffaele Arena fosse un tipo tutto fuorché sconosciuto alle forze dell’ordine non è proprio una sorpresa. Nel 2017 si era già fatto notare: colpevole di un omicidio preterintenzionale, il protagonista di questo thriller urbano ha messo KO un anziano signore di 78 anni, già su stampelle, con una semplice sberla fuori dal bar Olimpo, non lontano da via Casati.
L’anziano signore, colpito e scaraventato a terra, aveva ricevuto il soccorso immediato del 118 e un passaggio d’emergenza al Niguarda. Lo show però si era concluso tragicamente: la vittima moriva infatti il 10 giugno, un giorno prima del drammatico epilogo familiare. Non c’è davvero modo migliore di festeggiare, no?



