Mi trovavo a Parigi nel giugno 2023 quando mi è arrivata la notizia di una startup appena nata, Mistral, vecchia solo quattro settimane, che aveva raccolto un finanziamento superiore a 100 milioni di dollari. Nessun prodotto sul mercato. Nessuna campagna pubblicitaria. E pochissime informazioni su chi fossero realmente. Nei mesi successivi, però, abbiamo cominciato a conoscere meglio il suo CEO, Arthur Mensch, il suo team e le sue ambizioni da sogno a occhi aperti.
Da un’idea di sviluppare modelli di intelligenza artificiale, Mistral si è evoluta in una società che si propone come la risposta europea ai colossi statunitensi OpenAI e Anthropic, quelle mitiche “frontier labs” che sembrano governare il mondo dell’IA. Nel frattempo, stanno costruendo data center e puntando a implementazioni aziendali di IA in svariate industrie. Insomma, vogliono giocare la partita grande, mica le solite startup da garage.
Arthur Mensch mi ha confidato durante l’ultima puntata del podcast The Tech Download, registrata proprio nella città delle luci, che “l’Europa sta finalmente iniziando a considerare l’IA come un vero asset strategico”.
Già, perché conveniamoci: l’Europa fino a ieri sembrava più interessata a produrre abbondante burocrazia piuttosto che IA, ma adesso corre ai ripari. E Mistral, con il suo team di talenti, vuole piazzarsi proprio lì, al centro del gioco, tra i giganti del settore. Che fantasia.
L’illusione dell’agentic AI: o «l’agente» che farà tutto per te (ma speriamo solo per finta)
Ultimamente avrete sentito parlare di “agent” o “agentic AI” a più non posso. Tradotto con la semplicità di un manuale Ikea, si tratta di sistemi di IA in grado di gestire compiti lunghi e complessi al posto vostro. Come un assistente digitale super evoluto, insomma, ma senza tazzina di caffè. In pratica, vuole fare il vostro lavoro, almeno quello più noioso e ripetitivo.
Nel coding questa roba sta spopolando: Anthropic con Claude Code e OpenAI con Codex sembrano aver trovato l’oro. Dal canto suo, Mistral punta tutto su “Vibe”, che mescola chatbot e strumenti di codifica, perché se non si è innovativi almeno un po’ il gioco non vale la candela.
E qui arriva la parte più comica: Mensch sostiene che questa rivoluzione dell’IA agentica cambierà persino la struttura delle aziende. Perché — attenzione — bisogna ripensare tutti i processi, immaginare quali parti automatizzare, e soprattutto capire «dove l’uomo deve stare ancora al centro».
Il bello è che suggerisce di “riorchestrare” tutto il personale intorno all’IA, come se sventolasse una bacchetta magica e tutto diventasse sinfonia. In realtà, il progresso organizzativo nelle imprese è una creatura a bassa velocità, ma dai, facciamo finta che basti schioccare le dita.
Mistral: non solo software, ma anche hardware — sì, anche lei vuole costruirsi i chip
Se pensavate che Mistral fosse solo una startup software, vi siete sbagliati. La compagnia sta infatti costruendo data center — quelle grandi scatole fredde piene di server — basati su chip Nvidia. Perché no? Non si bada a spese. L’obiettivo è padroneggiare l’intero stack tecnologico, dai modelli AI al potere computazionale.
E qui arriva la chicca: durante la nostra chiacchierata, Mensch ha ammesso di avere sul tavolo l’idea di progettare i propri chip, proprio come fanno i colossi americani Google e Amazon. Possibilmente per far sapere al mondo intero che Mistral non scimmiotta solo i modelli di AI, ma pure l’hardware. Malgrado sia tutto ancora agli inizi — o forse proprio per questo — la startup si mette in posa da grande innovatrice globale.
Arthur Mensch ha proseguito con il suo ottimismo irriducibile:
“L’adozione dell’IA nelle imprese è ancora lenta e pasticciata, piena di attriti — il che significa solo una cosa: ci sono ancora montagne di valore da creare.”
Che modo elegante per dire “Siamo appena all’inizio, fra qualche anno vedrete”. Scommettiamo?
Le ultime novità nel mondo dell’IA e della tecnologia: una danza vorticosa tra hype e realtà
Multe di annunci e mosse strategiche stanno movimentando il settore tech. Elon Musk, per esempio, ha fatto una capatina nella sede di ASML, la più preziosa azienda europea, ribadendo quanto i chip siano fondamentali per entrambe le sue imprese—che sia per Tesla o SpaceX, senza microchip non si va da nessuna parte, del resto.
OpenAI ha deciso di acquisire Ona, una startup specializzata in ambienti cloud preconfigurati e sicuri dove agenti AI possono accedere liberamente a strumenti, sistemi e contesti. Una mossa quasi tenera se pensiamo che ormai tutte vogliono la loro fetta del mercato simulato.
Nel frattempo, alcuni colossi del trasporto merci hanno visto i loro titoli crollare dopo l’annuncio di Amazon che vuole aprire i suoi servizi di trasporto a società esterne. Insomma, anche nel trasporto merci bisogna fare spazio all’integrazione, perché l’efficienza (e il profitto) prima di tutto.
Naturalmente, la corsa all’espansione del Big Tech americano e all’AI si sposta a Londra, pronta ad accogliere economie di talento con i sottobraccio pieni di brevetti e idee da “tecnologia di frontiera”.
Infine, Anthropic dice che è pronta a lanciare pubblicamente il suo modello AI di categoria “Mythos”, che era stato ristretto per motivi di sicurezza. Perché niente dice “innovazione” come un po’ di misteriosa cautela.
In definitiva, il mondo dell’IA resta uno spettacolo appassionante, con luci e ombre, miracoli annunciati e ritardi inesorabili. Tutto condito da un pizzico di ironia, che non guasta mai.



