Tre geni del crimine fermati dopo il colpo da migliaia di euro: l’epopea del furto che ha stremato la pazienza di tutti

Tre geni del crimine fermati dopo il colpo da migliaia di euro: l’epopea del furto che ha stremato la pazienza di tutti

Ah, la solita routine metropolitana a Milano: agenti della polizia locale in azione, pronti a distribuire ordini di custodia cautelare come fossero inviti a una festa esclusiva. Questa volta i protagonisti? Tre giovanotti, ovviamente dalla nazionalità egiziana, che hanno pensato bene di trasformare la fermata Zara della metropolitana in un set da film noir, con aggressione e furto di gioielli a scena aperta. Classico.

I fatti, cari spettatori, risalgono allo scorso marzo, quando il povero malcapitato si è trovato di fronte a un gruppo di individui non esattamente in vena di ovazioni: una violenta rapina che ha fatto sparire diversi gioielli e altri oggetti “di valore”, per una somma che supera agilmente qualche migliaio di euro. Insomma, un bottino degno di un blockbuster criminale, ma senza il glamour, purtroppo.

Ma entriamo nel dettaglio della formazione del trio criminale: tre ragazzi, di 18, 19 e 21 anni, come sempre pronti a far parlare di sé. E non bastava la loro presenza, perché agivano in “concorso” con altri soggetti, ancora in fase di identificazione o sotto l’occhio vigile (e forse anche un po’ stanco) degli inquirenti. Quindi, non solo tre giovani, ma un vero e proprio esercito dell’ombra a far girare il carosello dell’illegalità milanese.

Ovviamente, la mano leggera della legge si è fatta sentire con tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. Perché in fondo, chi vuole passare le sue serate a rapinare gioielli in metropolitana, rischia giustamente di passare qualche notte nelle calde stanze di un istituto penitenziario.

Un copione tristemente noto

Se state pensando a una novità scandalosa, preparatevi a rimanere delusi. Tra aggressioni, furti e piccoli/grandi drammi quotidiani, Milano continua a recitare il suo ruolo di grande metropoli dove la legge è un optional e le fermate della metropolitana si trasformano in teatri d’assalto. Forse servirebbe più di un’ordinanza per cittadinanza, una campagna di sensibilizzazione o, chissà, un corso accelerato di educazione civica per tutti quei giovani “promettenti” che invece di puntare a una carriera, scelgono quella… criminale.

Una riflessione alla quale le autorità competenti, sempre solerti, dovrebbero prestare attenzione: è davvero efficace un sistema che mette i ragazzi in carcere senza affrontare la radice del problema? O forse preferiamo l’eterno ping-pong tra arresti e nuovi episodi, in un déjà-vu che si ripete come una saga infinita?

Nel frattempo, per chi si avventura alla fermata Zara, il consiglio spassionato è di tenere stretti i propri oggetti di valore… e magari evitare le compagnie sgradite.

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