PNRR e inutilità garantita: tutte le novità da 1 a 5 giugno 2026 che nessuno aspettava davvero

PNRR e inutilità garantita: tutte le novità da 1 a 5 giugno 2026 che nessuno aspettava davvero

Ah, finalmente! Dopo tutta l’attesa, l’Italia riceve il pagamento della nona tranche del PNRR: un generosissimo assegno da 12,8 miliardi di euro. Ovviamente, tutto questo è il risultato del superbo raggiungimento di ben 50 obiettivi, suddivisi come se fossero un menu da ristorante di lusso: 34 target e 16 milestone, per farci sentire importanti e produttivi. La somma totale delle risorse incassate dal nostro Paese è quindi saldamente seduta a 166 miliardi di euro – roba da far impallidire chiunque – con oltre l’85% del Piano italiano completato nei tempi prestabiliti, giusto per mantenere l’illusione di efficienza e puntualità.

Non si può non lodare la brillante analisi contenuta nella relazione annuale 2025 della Banca d’Italia, che ha deciso di concentrare la propria attenzione sulla meravigliosa fase finale del piano – un vero capolavoro di progettazione e attuazione, ovviamente. Secondo la suddetta istituzione, il PNRR ha stimolato in modo significativo gli investimenti pubblici, portando i bandi per lavori a uno scandaloso 3,6% del PIL, più del doppio rispetto al decennio precedente. Senza dimenticare che circa un quinto di questi bandi è stato finanziato con denari provenienti dal piano magico, per regalare quel tocco finale di coesione e progresso.

Nuova rimodulazione: aggiustamenti da 2 miliardi per inseguire il futuro

Nel disperato tentativo di non uscire di scena troppo male, il Governo ha pensato bene di rimodulare il PNRR poco prima del gran finale, spostando qui e là circa 2,1 miliardi di euro. A guidare questo spettacolo tecnico-politico è stato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che ha illustrato le 90 piccole modifiche tecniche – una sorta di maquillage burocratico – destinate a semplificare le procedure per amministrazioni centrali e territoriali, che, si sa, adorano complicarsi la vita. Tutto questo in vista della richiesta dell’ultima, decisiva e sospirata decima rata.

Ultimazione lavori e scadenze: il MIT fa chiarezza… o quasi

Non poteva mancare il momento della chiarezza, anzi del “quando e come si possono considerare conclusi i lavori”. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – dopo mesi di attesa e interrogazioni parlamentari che pensavamo fossero solo un fastidio – ha stabilito che il certificato di ultimazione può essere emesso anche se restano “piccole” lavorazioni in sospeso. Nel vocabolario ufficiale, “piccole” significa che non rovinano la funzionalità o la messa in esercizio dell’opera. Insomma, il fai-da-te burocratico arriva proprio in tempo per la data fatidica del 30 giugno 2026 per terminare tutti gli interventi PNRR (anche se solo in parte finanziati) e il 31 agosto 2026 per consegnare il resoconto finale delle mitiche milestone e target.

E non dimentichiamo che per l’ultimo pagamento da 28,4 miliardi di euro ci sono ben 159 obiettivi da raggiungere, altrimenti il sogno si infrange e magari ci tocca restituire tutto. Che suspense!

Concessioni agrivoltaico e biometano: un primo passo verso la sostenibilità… forse

Non potevano mancare le classiche “concessioni” che profumano di burocrazia e spirito ecologico. Sono stati pubblicati il primo atto di concessione per la misura “Sviluppo agrivoltaico” e il secondo per l’ambizioso progetto “Sviluppo biometano” – ovviamente, entrambi piani all’interno del funambolico PNRR. Questi atti elencano i beneficiari “fortunati”, quelli che hanno passato le rigorose verifiche previste dalla vigente normativa, mentre gli altri restano a guardare sperando in tempi migliori.

Il Gestore Servizi Energetici (GSE), sempre attento a mantenere viva la comunicazione, avviserà tramite email i prescelti, così da poter consultare i propri atti d’obbligo nei portali dedicati, perché nulla dice “trasparenza” come una bella mail che ti annuncia di essere vincitore o, meglio ancora, debitore di un percorso tanto tortuoso quanto esilarante.

Bene, sembra proprio che per aderire ai finanziamenti e contributi PNRR ci sia bisogno di una discreta montagna di burocrazia, perché non bastava già imbarcarsi in un progetto titanico: ora i beneficiari devono anche firmare, accettare e presentare moduli entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’atto di concessione, ovviamente tutti dal comfort dei portali dedicati. Chissà se almeno la navigazione digitale è più semplice di quella analogica.

Nel frattempo, il Ministero dell’Interno non vuole essere da meno e ci regala documenti e moduli da scaricare, compilare e caricare – perché ovviamente la digitalizzazione serve solo a moltiplicare i passaggi, non a snellire. Tutto questo per le misure M5C2 I2.1 (Rigenerazione Urbana) e M5C2 I2.2 (Piani Urbani Integrati), rigorosamente fino al fatidico 30 giugno 2026. Gli attuatori dovranno adempiere puntualmente come da allegato A, con scadenze e regole minuziose. Si sente già l’odore della festa della scartoffia!

Ah, ma la meraviglia burocratica non finisce qui! Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha appena deciso di fare il regalo con il Decreto Direttoriale 18 maggio 2026: una bella proroga per completare le attività riguardanti il potenziamento ed estensione di centri di trasferimento tecnologico, una cosa così semplice che andava solo spostata al 15 giugno 2026. Perché sì, anche prorogare il termine serve a far capire che il gruppo di lavoro ha passato più tempo a gestire scadenze che a portare a termine davvero progetti.

Naturalmente, nel mondo fatato del PNRR, per chi sperava di chiudere in bellezza l’edilizia scolastica ci pensa il Ministero dell’Istruzione e del Merito con un avviso pubblico senza troppi giri di parole, ma con tante, tantissime procedure: il bizzarro Avviso n. 135383 apre le porte a finanziamenti per esigenze cosiddette “indifferibili e urgenti” da parte degli Enti Locali già in gioco. Tradotto? Se pensavi di finirla dopo aver incassato i fondi, ti sbagliavi di grosso: qui c’è ancora da dimostrare, documentare e giustificare ogni centesimo speso, pena l’annullamento di tutto. Che gioia.

In sostanza, se qualcuno aveva pensato che il PNRR fosse una passeggiata di salute per rilanciare il paese, si illumini a questa sinfonia burocratica: tra scadenze, modulistica, proroghe e interminabili iter, tutto sembra progettato per tenerci incollati a scrivanie e portali infiniti. Il tutto per creare, si spera, qualche effetto concreto entro il 2026, anno fatidico che sembra più una linea d’arrivo mobile che un vero traguardo.

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