Ecco come il Patto sull’immigrazione della UE scatena il caos: le verità ignorate dai principali europarlamentari

Ecco come il Patto sull’immigrazione della UE scatena il caos: le verità ignorate dai principali europarlamentari

Il briefing si svolgerà in due parti e vedrà la partecipazione degli illustri relatori incaricati di presentare i vari aspetti del glorioso Patto europeo su Migrazione e Asilo, quello stesso patto che promette di risolvere tutti i problemi dell’Unione Europea, o almeno a parole.

I protagonisti della danza saranno Tomas Tobé (PPE, Svezia), Birgit Sippel (S&D, Germania), Jorge Buxadé Villalba (PfE, Spagna) e Fabienne Keller (Renew, Francia, collegata da remoto), che apriranno le danze dalle 9:15 in punto. Di lì a poco, precisamente dalle 9:45, entreranno in scena Lena Düpont (PPE, Germania), Juan Fernando López Aguilar (S&D, Spagna), Alessandro Ciriani (ECR, Italia) e Matjaž Nemec (S&D, Slovenia), pronti a illuminare ulteriormente la platea.

Lo spettacolo? Presentare il ruolo del Parlamento e le sue priorità mentre le nuove regole su migrazione e asilo si mettono finalmente in moto, con tanto di domande e risposte per saziare la curiosità dei giornalisti – perché accompagnare tutto con un po’ di trasparenza è ovviamente di rigore.

Il luogo dell’evento è il solenne Parlamento Europeo a Bruxelles, nella sala dedicata ad Anna Politkovskaya (SPAAK 0A50), ma non temete: per i comuni mortali c’è la diretta streaming, così da poter partecipare comodamente dal divano di casa. Accreditati, vi è richiesto di essere presenti di persona, mentre i giornalisti possono pure collegarsi via piattaforma Interactio, ma attenzione a scrivere il vostro nome e il nome dell’organo di stampa con la giusta serietà nelle caselle: si sa mai qualcuno voglia inviare il video al comando della polizia per una verifica sul “come siete vestiti”.

Consiglio spassionato per gli utenti a distanza: usate cuffie e microfono per una qualità sonora degna di uno spettacolo teatrale.

Naturalmente, come in ogni evento che si rispetti, la lingua non sarà un ostacolo: si potrà ascoltare in inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano e, giusto per non farci mancare nulla, pure in sloveno – ma solo nella seconda parte, perché la prima parte è evidentemente troppo impegnativa per i traduttori simultanei.

Un patto che promette mari e monti…

Il tanto osannato Patto su Migrazione e Asilo, adottato nel fatidico 2024, è la soluzione magica che dovrebbe regolare la gestione dei flussi migratori, dei richiedenti asilo, dei controlli, di Eurodac, delle responsabilità condivise tra gli Stati membri e, ovviamente, delle crisi umanitarie – che, come sempre, si risolvono tutte grazie a una sapiente combinazione di normative e dichiarazioni roboanti.

Non bastava, così è stato deciso di aggiungere anche regolamenti su cosa significhi un “paese terzo sicuro” e una lista di “paesi di origine sicuri”, votata dal Parlamento il 10 febbraio 2026, perché tanto cosa potrebbe mai andare storto nel decidere chi è abbastanza “sicuro” per essere rispedito indietro senza troppi complimenti?

Il grande monitoraggio da parte dei saggi eurodeputati

Per tenere alta la guardia e assicurarsi che tutto questo meccanismo venga usato come mamma Europa comanda, è stato formato un gruppo speciale – con nomi altisonanti e sigle incomprensibili – chiamato Gruppo di Lavoro sull’Attuazione del Patto/CEAS (Sistema Comune Europeo di Asilo), nato l’11 gennaio 2025. Qui siedono eurodeputati di tutti i gruppi politici, pronti a sorvegliare con vigilanza, o almeno così dicono, l’attuazione di questo brioso Patto, aggiornandoci con scadenze regolari su ogni miracolo o miracolo mancato.

Ecco dunque un altro brillante esempio di come l’Unione Europea ama regalare regole su regole, promesse su promesse, e commissioni su commissioni per semplificare la vita a chi, nella realtà, deve affrontare le migrazioni e la gestione dell’asilo senza poter contare su quella stessa magia burocratica tanto celebrata dai summit bruselletici.

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