Pride 2026 a Milano, il gran tour della gloriosa parata e il concertone dell’Arco della Pace che nessuno può permettersi di perdere, neanche se volesse

Pride 2026 a Milano, il gran tour della gloriosa parata e il concertone dell’Arco della Pace che nessuno può permettersi di perdere, neanche se volesse

Sabato 28 giugno, quale miglior modo di celebrare la ribellione se non con una parata Pride dal tema, guarda un po’, “Corpi in rivolta”? La folla è convocata alle 15 in via Vittor Pisani, pronti per partire alle 15.30 lungo il solito percorso da manuale: viale Liberazione, via Melchiorre Gioia, piazza XXV Aprile, Bastioni di Porta Volta, viale Elvezia e infine l’immancabile Arco della Pace, dove, così per gradire, dalle 18.30 assisteremo a un surrogato di assemblea istituzionale con interventi delle “istituzioni” e degli attivisti. Per concludere in bellezza, un concerto gratuito perché, si sa, nulla dice libertà come una performance canora tra corpi arcobaleno.

Preparatevi, perché sono attese ben 350mila persone e ben 50 carri sfileranno gloriosamente—una vera invasione colorata. Sul palco, dal fiume magico del mainstream, spunteranno nomi del calibro di Ambra Angiolini, BigMama, Sarah Toscano, Sarafine, Alex Wyse, Michele Bravi, Orietta Berti, Mida, Romina Falconi, Levante e Alexia. Il tutto guidato, per assicurare il giusto tono e la corretta enfasi, da Daniele Gattano, Edoardo Zedda e Marta Zoboli. Un cast da Oscar, se solo gli Oscar fossero per la partecipazione a eventi prevedibili ma celebrati come rivoluzionari.

Ovviamente nessuno si può definire davvero “rivoluzionario” senza un tocco ecologista da cartolina: l’organizzazione destinerà una donazione proporzionale per progetti di riforestazione urbana, calcolata in base ai mezzi inquinanti presenti al Pride. E perché non premiare anche il carro più “green” e creativo con il premio impegnato “Green To Queer”? Perfino in rivoluzione, si fa la gara a chi inquina meno, giusto per ricordare che la ribellione piace sostenibile e certificata.

Corpi in rivolta: la rivoluzione soft

Alice Readaelli, presidente di Cig Arcigay Milano, si è emozionata nel descrivere il tema: “In un mondo lambito da suprematismi e violenze di ogni tipo, dall’omolesbobitransfobia al patriarcato, dal bullismo al razzismo fino alle guerre e ai crimini contro l’umanità, ci sono corpi che non si arrendono.” Tradotto: ci sono corpi che proprio non vogliono stare zitti a farsi mettere in un angolo o esclusi dal grande banchetto dell’umanità.

Ha continuato, bricolando una frase da manifesto politico emozionale: “Corpi in rivolta, quindi, consapevoli che una società che discrimina, marginalizza e gerarchizza le esistenze è una società più fragile e meno libera per tutti.” A sentir lei sembra che, finalmente, si rivolta anche la società civile, o forse solo i selfie lungo il percorso.

I soldi raccolti dal cosiddetto Rainbow Social Fund, immancabile braccio finanziario della ribellione “socialmente responsabile”, saranno destinati a progetti che suonano così bene che nessuno potrebbe protestare: dal sostegno a Casa Alba per donne senza fissa dimora, all’housing per richiedenti asilo LGBTQIA+ fino al presidio sanitario Milano Checkpoint. Insomma, denaro buono per cause che, si spera, non restino solo di facciata.

Un mese Pride da Guinness delle Manifestazioni

Ma aspettate, non si finisce mica qui: il Pride non è solo la parata di giugno, ma un intero mese di eventi distribuiti a macchia di leopardo su Milano, proprio a ricordarci che la ribellione è utile, colorata e socialmente impegnata, ma sopratutto molto lunga.

Al solito Arco della Pace, spot ufficiale della ribellione urbana, il 21 e 22 giugno avrà luogo la “Pride Sport Arena”, che non poteva mancare e che propone tornei di calcio, basket e beach volley. Per mettere un po’ di sport e sudore a scapito di ogni stereotipo, quelli sì, rivoluzionari.

Il 21 giugno sarà anche la giornata dedicata alla presentazione della “Pride House Milano Cortina 2026”, un innovativo e primordiale spazio di supporto ufficialmente riconosciuto per la comunità LGBTQIA+, una novità per questa nostra fragile penisola forse ancora un po’ dubbiosa sul concetto di inclusione, ma molto impegnata nel parlarne.

Nel quartiere di Porta Venezia, dal 25 al 27 giugno, torneranno le immancabili “Pride Square”, con punti per test rapidi gratuiti per l’Hiv e la sifilide in largo Bellintani. E, nelle vicinanze di piazzale Lavater, ci saranno dibattiti, incontri, spettacoli e show per chi desidera una rivoluzione anche culturale senza alzare troppo la voce.

Il ricco calendario si chiuderà domenica 29 giugno al Teatro Elfo Puccini con “Sempre Liber3”, una chiusura che promette emozioni e ironia per chi ancora dubita che la libertà possa essere una routine quotidiana, un po’ rumorosa, sì, ma necessaria.

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