Il misterioso quanto poco chiaro assalto è avvenuto poco prima delle 5:30, con puntualità svizzera, come segnalato dalla solita agenzia regionale di emergenza urgenza, quella che si diverte a raccogliere le disavventure mattutine. La dinamica dell’attacco? Ancora nebulosa, quasi dignitosa per un buon thriller. Pare che l’infelice protagonista sia stato soccorso dal 118 su richiesta di qualche eroe del personale di un treno che transitava nella stazione.
Il proiettile della sorte, o meglio la lama affilata (o forse un coccio di bottiglia—perché mica vorremmo escludere le vie meno convenzionali), ha raggiunto la gola del signore. Un dettaglio piccante che aggiunge un tocco dark al racconto, ma che, bontà loro, ancora non è stato chiarito nei minimi particolari.
Ovviamente, la scenografia d’emergenza si è animata rapidamente: un’ambulanza e un’automedica sono state infilate nel traffico, tutte copertura rossa, ufficiale codice rosso come se fosse l’evento clou del weekend milanese. Poi, miracolo della moderna medicina e dell’ottimismo zen: le condizioni del protagonista sono risultate meno terrificanti del previsto, giusto abbastanza per un delicato codice giallo e un trasferimento al pronto soccorso del San Raffaele. Sicuramente, una piccola distrazione all’alba che gli regalerà un pezzo di storia da raccontare.
Intanto, la gloriosa Polfer si dedica ciecamente agli accertamenti, con lo zelo di chi sa che in una città come Milano ogni mattina è una piccola avventura, soprattutto nelle stazioni ferroviarie. Del resto, chi non ama un buon mistero a colpi di coltello all’ora del tè?



