Bluesky stava sfidando Twitter ma adesso si copia spudoratamente da Reddit per sopravvivere

Bluesky stava sfidando Twitter ma adesso si copia spudoratamente da Reddit per sopravvivere

Ah, Bluesky, quel piccolo gioiello social nato dentro il laboratorio di ricerca di Twitter, ora rebrandizzato con lo strano nome X da quando il visionario Elon Musk ha deciso di trasformare tutto in un gigantesco esperimento. Eppure, dopo due anni dall’esordio – e nonostante tutto il clamore – questo brillante concorrente non riesce a superare il misero 10% degli utenti globali stimati di X. Complimenti per il colpo da maestro, davvero.

Il capo operativo di Bluesky, Rose Wang, ha rivelato a CNBC che il futuro della piattaforma non è quello di sfidare direttamente X, ma di trarre ispirazione da un sito che fa della comunità online il suo cavallo di battaglia: quel vecchio dinosauro chiamato Reddit. Perché puntare a essere “la nuova frontiera dei social media” quando puoi sguazzare nella nicchia dei forum? Selvaggio.

Rose Wang ha commentato a CNBC durante un evento SXSW a Londra:

“Il mondo cambia velocemente, e non cerchiamo di ricostruire quello che i social media sono stati, né di eguagliare quei modelli.”

In altre parole, Bluesky rinuncia all’idea di essere una piazza pubblica rumorosa e affollata come X o Threads. No, da oggi in poi si punta a diventare un “meccanismo di scoperta utile”. Quasi come dire: “Non vogliamo mica partecipare al caos, preferiamo lasciare che qualcuno trovi i contenuti per voi”.

La signora Wang prosegue nella sua lucida analisi, sbeffeggiando apertamente la democraticità dei social tradizionali:

“Abbiamo capito che la piazza pubblica non è la direzione giusta. Serve più che altro per scoprire cose nuove, ma non è social. È come essere ancora nel Medioevo del mondo online: un palco da cui pochi parlano e una marea di spettatori in silenzio.”

Ah, la mistica evoluzione digitale: da piazze rumorose a silenzi deserti. La strategia di Bluesky si ispira dunque a Reddit, il sito definito “la prima pagina di internet”, che dal 2011 ha costruito il suo impero fatto di sottocomunità tematiche, tutto rigorosamente anonimo e ‘democratico’ – almeno in teoria. Ironico, visto che Bluesky deriva da Twitter, la quintessenza del caos social.

Non c’è bisogno di essere un genio per capire che questa svolta nasce da risultati ben poco incoraggianti. Dopotutto, a fine 2024 Bluesky contava poco più di 600.000 utenti attivi al giorno, meno della metà rispetto al picco di 1,4 milioni di fine 2023.

In confronto, X si aggira attorno ai 450 milioni di utenti globali, mentre Threads di Meta, nonostante le sue critiche, ha sfiorato i 400 milioni di utenti attivi mensili già nel 2023. Ma no, Bluesky non si scoraggia: “È solo una curva di ritenzione normale per le startup social,” dice Wang. Tradotto: “Stiamo facendo il classico sali e scendi, ma alla fine ti stabilizzi a un livello più alto del precedente. Quindi tranquilli, non è tutta discesa.” E meno male, no?

Un altro brillante aspetto riguarda il ritardo mostruoso nel supportare video di qualità. Rose Wang ha candidamente ammesso, sempre a CNBC:

“Dobbiamo modernizzarci, soprattutto sulla velocità di caricamento e sulla durata dei video pubblicabili. È un nostro punto debole, ma anche una grande opportunità. La nostra sfida più grande è anche la nostra miglior occasione.”

Ma tranquilli, nessuna pubblicità invadente per ora. Anche se si stanno guardando intorno, perché “per alcune aziende la raccolta pubblicitaria sembra l’equivalente moderno del petrolio scoperto”. Insomma, la buona vecchia manna dal cielo da spremere sino all’ultima goccia, con la scusa della “monetizzazione intelligente”.

Dietro le quinte di un social in affanno

Bluesky nasce come un progetto ambizioso all’interno di Twitter nel 2019, sostenuto dal cofondatore di Twitter stesso, Jack Dorsey, e si separa nel 2021 come entità autonoma. Quando Musk ha acquisito Twitter, ha di fatto chiuso qualsiasi collaborazione, lasciando a Bluesky il compito di cavarsela da sola.

Il social si basa su un protocollo open source chiamato AT Protocol, che consente a sviluppatori di terze parti di creare app e comunità con maggiore controllo sui contenuti. In teoria un’idea geniale, salvo il fatto che in pratica non sembra aver catturato il cuore neanche degli utenti più affezionati.

Non proprio la riscossa che qualcuno si sarebbe aspettato da “quella che avrebbe dovuto far impallidire Twitter”. Invece, siamo davanti a un social che ha bisogno di reinventarsi, di ritrovare la sua strada, e soprattutto di convincere gli internauti che un posto silenzioso, ordinato e iper-controllato valga davvero la fatica.

Nel frattempo, il mondo digitale corre veloce, e pare che la piazza pubblica, per quanto caotica e rumorosa, resti il luogo preferito degli avventori online. Peccato, Bluesky, il Medioevo dovrà aspettare ancora un po’.

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