Micron Marvell e Broadcom si contendono il primato delle perdite premercato nel mondo dei chip come se fosse una gara di fallimenti annunciati

Micron Marvell e Broadcom si contendono il primato delle perdite premercato nel mondo dei chip come se fosse una gara di fallimenti annunciati

Ah, il magico mondo delle azioni tecnologiche, quel parco giochi dove i titoli possono passare da eroi a zavorre in un batter d’occhio. Giovedì, prima dell’apertura dei mercati, è arrivata la solita pioggia di cattive notizie: le azioni dei chipmaker come Broadcom, Micron Technology e Marvell Technology hanno perso buona parte del loro splendore, trascinando giù gli investitori con loro, come se si fossero svegliati dopo una sbornia collettiva.

Broadcom, quell’azienda che si diverte a progettare chip AI su misura per i titoli tecnologici più blasonati, ha visto le sue azioni crollare del 15,1% prima dell’apertura, grazie a risultati trimestrali meno brillanti del previsto. Un vero successo nel far svanire la fiducia degli investitori.

Ma non è finita qui: l’influsso negativo si è rapidamente esteso a tutto il settore tecnologico. Micron Technology ha perso il 7,1%, Marvell Technology il 7,5%. A completare il quadro da incubo ci hanno pensato Qualcomm con un -3,9%, Intel con un -4,1% e AMD che ha chiuso in rosso del 4,3%. Ovviamente, anche i futures del Nasdaq, da sempre la casa madre delle aziende tech, hanno ceduto l’1,4%.

Ricordate il mantra degli ultimi tempi: “i chip per l’intelligenza artificiale sono la gallina dalle uova d’oro”? Ecco, qualcuno ha deciso di spegnere le luci su quella festa, facendo precipitare i prezzi dei chip e mettendo un freno alla spesa e al lancio di nuovi prodotti AI. Un cocktail micidiale che, secondo gli esperti di HSBC, rappresenta uno dei maggiori incubi per i mercati.

John Vinh, l’analista azionario di Keybanc Capital Markets, ha dato il suo benservito con toni compassati ma non meno taglienti:

“La pressione crescente su Broadcom e sugli altri titoli dei semiconduttori è più che giustificata. Questi titoli hanno dato spettacolo con rialzi a ripetizione, soprattutto grazie alle aspettative sull’AI. Quello che stiamo vedendo è un naturale raffreddamento, un ritorno alla realtà.”

Ah, la dura realtà! Certo, non poteva mancare anche un piccolo tradimento da parte di Google, il gigante che fino a ieri sembrava fedele cliente di Broadcom, ma che ora si sta divertendo a diversificare i propri fornitori di chip. Ecco spiegato il perché del brusco rallentamento.

Nonostante tutto questo, Vinh mantiene un’insolita speranza nei confronti di Broadcom. Un po’ come dire: “Nonostante i denti persi, il morso potrebbe ancora dare fastidio.”

Keith Lerner, il gran capo stratega del mercato di Truist Wealth, ha aggiunto la sua dose di filosofia di borsa, spiegando che questa correzione fosse assolutamente normale dopo un periodo di manifesti rialzi:

“Abbiamo percorso molta strada. I fondamentali sono solidi. Si può ancora dare il beneficio del dubbio a questo mercato toro, ma spesso il gioco è due passi avanti e uno indietro. Dopo tre passi avanti, un piccolo passo indietro, o almeno un po’ di agitazione laterale, è esattamente quello che ci vuole.”

Insomma, niente panico. Solo un mini-calmieramento nel circo delle stelle tecnologiche, pronte a risplendere di nuovo appena l’onda lunga dell’AI si farà meno refrattaria. Ma non dimentichiamo: in borsa, la magia dura finché l’illusione regge. Per ora il sipario è calato su un atto di suspense ben orchestrato.

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