Ignazio La Russa ha sintetizzato con una fredda noncuranza l’assenza di Matteo Salvini e altri illustri rappresentanti politici alla parata militare ai Fori Imperiali per la Festa della Repubblica: “Ognuno è dove vuole”. Ovvero, tra le mille battaglie della politica, partecipare a un evento simbolico sembra essere un optional.
Come un perfetto gentleman, il presidente del Senato si dice disinteressato a chiedere dove si trovino gli assenti, ma non dimentica di ricordare che il 2 giugno rimane comunque “la festa di tutti gli italiani”. Un dono così, da universalità spiccatamente patriottica.
Per non farsi mancare nulla, l’esimio giudice della presenza pigra ne approfitta per lanciare una stoccata velenosa all’opposizione: “Tranne Italia Viva, non ho visto un capogruppo.” In pratica, un unico sconsolato rappresentante è meglio di niente, o forse il resto si è preso una vacanza anticipata con scuse ufficiali.
Quindi, una festa nazionale celebrata con un numero limitato di presenze illustri, tra un disimpegno e qualche frecciata politically correct. E tutto questo, naturalmente, senza chiedersi se l’assenza segnali qualcosa di più profondo che un semplice “ognuno è dove vuole”.



