Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs Ospedale Galeazzi di Milano, ha improvvisamente deciso di lanciare una nuova carriera. Addio camice bianco, benvenuto progetto politico! In un impeto di onestà o forse di delirio, si è detto aperto all’idea di candidarsi alle prossime elezioni politiche sotto le insegne del Partito Democratico. D’altronde, perché limitarsi a spiegare virus quando si può aspirare alla gloria parlamentare?
Intervistato nel programma radiofonico Un giorno da pecora su Rai Radio1, Pregliasco ha spiegato il motivo che lo attira verso i corridoi romani: “A Roma c’è un bel clima e si mangia bene”, come se il calore umano e la cucina locale fossero requisiti imprescindibili per una carriera politica seria.
Con nonchalance, aggiunge: “Se me lo chiedessero non mi dispiacerebbe, magari col Pd, ma non penso me lo chiederanno, chissà”. Insomma, candidarsi o meno è un dettaglio secondario, più che altro una questione di umore o di coincidenze astrali.
Più pragmaticamente, confessa cosa lo entusiasma dell’idea di un seggio parlamentare: “Io a Roma mi trasferirei… e come contenuti mi piacerebbe portare avanti le attività di solidarietà del Terzo Settore”. La solidarietà, eh, fa sempre bene da mostrare in campagna elettorale, specialmente se accompagnata da una scorpacciata di carbonara. Che grande programma politico, davvero.
Chiunque abbia vissuto gli anni della pandemia si ricorderà di Pregliasco come l’ospite fisso delle trasmissioni televisive, il virologo che da mesi scandiva timore e speranza agli italiani. Ora, sull’onda di questa fama mediatica, sembra deciso a salire sul palco della politica, perché la scienza non basta più quando si può fare carriera tra comitati e commissioni.



