Il Milano Hockey Club ha finalmente ottenuto il lasciapassare per sbarcare nell’Ice Hockey League, come deciso dall’Assemblea Generale che si è riunita – neanche a dirlo – a Salisburgo. Insomma, la squadra meneghina si prepara a fare il suo ingresso trionfale nella prossima stagione di un campionato dove, finora, si sentiva alquanto sola. Ora potrà affrontare, tra gli altri, i gloriosi Bolzano e Val Pusteria, portando così a ben tre il numero delle formazioni italiane nella lega, una rivoluzione tutta lombarda e altoatesina, diciamo.
Per chi ancora non lo sapesse – e probabilmente fa molto piacere ricordarlo – l’Ice Hockey League 2026/27 sarà una grande kermesse internazionale, con 14 squadre pronte a sfidarsi ispirate e motivate da ben quattro nazioni diverse. Tra queste, oltre alle tre italiane, ci saranno gli sloveni dell’Olimpija Lubiana, gli ungheresi del Ferencvaros e del Fehervar, e poi le classiche austriache come Graz, Klagenfurt, Salisburgo, Vienna, Linz, Villach, Vorarlberg e Innsbruck. Una vera e propria parata di stelle dell’hockey su ghiaccio d’Europa centrale. Altro che campionato locale, qui si fa sul serio.
L’eredità olimpica? Meglio crederci
Il presidente della Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, ha colto la palla al balzo per lanciare un messaggio di ottimismo degno di un discorso da stadio – o forse da conferenza stampa patinata. Secondo lui, l’arrivo del Milano Hockey Club nell’Ice Hockey League è una “notizia straordinaria” per la città, per la Lombardia e per tutto il circo dell’hockey italiano.
Giovanni Bozzetti ha detto:
“Dopo l’assegnazione dei Mondiali femminili del 2027, questo ulteriore risultato conferma che il percorso avviato grazie all’eredità delle Olimpiadi di Milano-Cortina sta producendo effetti concreti e duraturi. Gli sport del ghiaccio stanno vivendo una fase di grande crescita e Milano ha tutte le caratteristiche per diventarne uno dei principali punti di riferimento a livello nazionale e internazionale.”
In pratica, stiamo assistendo all’esplosione di un nuovo polo mondiale del ghiaccio proprio nel cuore dell’Europa del sud. Una città, Milano, storicamente più affine al traffico e al design che al freddo e alla fatica sulla pista ghiacciata, che ora si scopre miracolosamente centro nevralgico dell’hockey tricolore. La favola continua.



