Arm IBM e Hewlett Packard volano alto mentre il chip Nvidia dà il via alla festa del software—chi ferma questo circo?

Arm IBM e Hewlett Packard volano alto mentre il chip Nvidia dà il via alla festa del software—chi ferma questo circo?

Le azioni del settore software hanno fatto un balzo titanico lunedì, giustamente scatenate dall’annuncio di Jensen Huang, il guru di Nvidia, che ha sfornato dal cilindro un nuovo chip destinato a rivoluzionare i personal computer. Come se fossimo in un film di fantascienza, investitori entusiasti hanno preso d’assalto una serie di titoli informatici già dal primo giorno di giugno, con Nebius che ha fatto balzare il suo valore del 18%, dimostrando che l’ottimismo non ha davvero confini.

ARM non è stata da meno, schizzando del 14,7%, mentre ServiceNow, che si era già fatta notare nel premarket con un +14,4%, ha chiuso la giornata con un rispettabile +8,4%. Non ci siamo fatti mancare neppure IBM con un +8,1% e Hewlett Packard con un più modesto, ma pur sempre allettante, +5,8%. Insomma, un giorno d’oro per chi crede nei maghetti dei semiconduttori.

Durante la conferenza Computex di Taiwan, Huang ha presentato a magnifica platea il processore N1X, frutto di una partnership con Microsoft. Ha definito questa creatura come l’inizio di una reinvenzione del computer «…grande quanto la rivoluzione che ha trasformato il telefono nell’intramontabile smartphone.»

Peccato che questa mossa trionfale di Nvidia abbia avuto un effetto collaterale piuttosto gustoso: il rivale Intel, aggrappato per fortuna a una quota quasi del 10% detenuta dal governo statunitense, ha dovuto mordere il freno con un calo superiore al 3%. Una bella mazzata, non c’è che dire, per chi pensava di dominare indiscusso il mercato dei chip per PC.

Nel frattempo, dall’estremo oriente arriva un’altra performance da urlo: le azioni delle aziende tecnologiche sudcoreane hanno trascinato l’indice Kospi a un guadagno del 3,7%. LG Electronics ha chiuso con un’impennata del 29,9%, mentre le azioni di Samsung Electronics sono salite di circa il 10,1%. A pensare che è tutto appena cominciato.

Per aggiungere ulteriore pepe alla vicenda, si attende con suspense un incontro tra gli executive di Samsung, LG e proprio il temuto Jensen Huang, presumibilmente per progettare imprese future nell’ambito dell’intelligenza artificiale e della robotica. Perché, nel grande teatro della tecnologia globale, non si fa mai troppo per reinventare l’ovvio con un tocco di fantascienza e, ovviamente, una buona dose di profitto da strapazzare agli azionisti.

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