L’azienda di intelligenza artificiale sponsorizzata da Nvidia annuncia la sua grande invasione del Regno Unito e noi dovremmo essere entusiasti?

L’azienda di intelligenza artificiale sponsorizzata da Nvidia annuncia la sua grande invasione del Regno Unito e noi dovremmo essere entusiasti?

Come se Londra non avesse già abbastanza di tutto quel caotico mix di… beh, tutto, ecco che un’altra azienda americana di intelligenza artificiale decide di piantare la propria bandierina tra le nebbie britanniche. Parliamo di Runway, la società che costruisce modelli “mondiali” di IA, perché un normale modello linguistico oggi non basta più.

Il colpo di scena? Il “piano di espansione” di questa brillante impresa prevede di trasformare Londra nella sua nuova sede europea, con un investimento da favola: oltre 200 milioni di dollari nel mondo IA del Regno Unito entro il 2028. Il tutto dopo un recente giro di finanziamenti da 315 milioni, con investitori del calibro di General Atlantic, AMD Ventures e Nvidia, che hanno valutato la società a ben 5,3 miliardi di dollari. Niente male, vero?

Anastasis Germanidis, cofondatore e CEO di Runway, ha raccontato con grande entusiasmo a CNBC (e come non potrebbe?):

“Londra ci mette a un passo da molti dei nostri più grandi clienti europei, che stanno già usando seriamente Runway, come la BBC, Fremantle e WPP. Inoltre c’è già un team di ricerca sul posto, quindi abbiamo una base solida. Il bacino di talenti è eccezionale e Londra è sembrata il posto giusto da cui partire. Contiamo di espanderci ulteriormente nel resto d’Europa a breve.”

Bene, ora stiamo aspettando che la Brexit dica qualcosa su queste simpatiche novità di “vicinanza europea”.

Per chi non fosse ancora afferrato, i “modelli mondiali” sono quei sistemi di intelligenza artificiale che non si limitano a sbavare parole senza senso come certi LLM – grandi modelli linguistici – ma si sbattono invece per imparare da input multi-sensoriali: suoni, immagini, video, dati reali. Insomma, cercano di capire il mondo reale, non solo di fare il paroliere da tastiera.

Runway non solo sviluppa questi modelli complicati, ma offre anche strumenti per generare e modificare video, così da mettere la ciliegina sulla torta dell’innovazione. Ovviamente, il sacrificio maggiore lo farà Londra, che si appresta a diventare un centro di ricerca all’avanguardia capace di scuotere industrie come il cinema, il gaming, la scienza e la robotica.

Kanishka Narayan, il ministro britannico per l’intelligenza artificiale, ha fatto la sua parte in questa sinfonia di lodi, dichiarando:

“Il nuovo polo di Runway a Londra porterà ricerche all’avanguardia sui modelli mondiali nel Regno Unito, alimentando innovazioni in numerosi settori, dal cinema al gaming, dalla scienza alla robotica. Vogliamo che le aziende di intelligenza artificiale più ambiziose al mondo costruiscano qui il loro futuro, e questo è esattamente ciò che Runway sta facendo.”

Già, perché il Regno Unito è evidentemente la Mecca dell’innovazione digitale (peccato per quei piccoli dettagli di impiccagione burocratica e le storiche crisi economiche, ma passiamo oltre).

Il grande gioco dell’espansione americana

Per non rimanere indietro, anche altre star dell’IA americana si sono precipitate a Londra. Ad aprile, Anthropic ha annunciato di voler espandere la sua presenza inglese con uffici capaci di ospitare 800 dipendenti, in un certo senso “una pacchia” rispetto alle affollate startup della Silicon Valley. Non dimentichiamoci che nemmeno OpenAI, il gigante della conversazione AI, vuole perdersi l’occasione di un ufficio permanente nella capitale britannica.

Ovviamente, Google ha già deciso che l’estate 2024 sarà l’inizio di una nuova, gloriosa era nel Regno Unito, con un nuovo quartier generale che sembra più grande di un paese medioitaliano.

Insomma, se vi siete stancati di sentire parlare di Londra solo per i suoi problemi economici, l’inflazione galoppante o le curve politiche impazzite, ora potete aggiungere alla lista anche “Eldorado dell’intelligenza artificiale americana in fuga dalla Silicon Valley”. Sarà interessante osservare come si evolverà la saga fra opportunità tech e realtà britannica.

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