Ah, la saga senza fine dell’eterna crociata contro la malvagia petroliera russa. Ieri mattina, secondo una fonte di indiscutibile trasparenza, la gloriosa Marina nazionale francese ha intercettato una nuova “cattivissima” petroliera sanzionata proveniente dalla Santa Madre Russia: la celebre e temutissima Tagor. Il nostro supereroe nazionale, Emmanuel Macron, ha preso la sua tastiera su X (perché Twitter era troppo mainstream) e ha proclamato con tono solenne:
Emmanuel Macron said:
“La Marina nazionale ha intercettato ieri mattina una nuova petroliera soggetta a sanzioni internazionali proveniente dalla Russia: la Tagor. La nostra determinazione è costante e totale.”
Ma aspettate, non finisce qui: il nostro amato presidente ci tiene a precisare che questa missione eroica è avvenuta nell’Atlantico, sì, in quelle simpatiche acque internazionali, e naturalmente con il “sostegno di diversi partner”, fra cui il mitico Regno Unito. Ah, l’Europa unita contro il nemico russo, una vera commedia di alleanze imprevedibili e dichiarazioni altisonanti.
Emmanuel Macroncontinued:
“È inaccettabile che delle navi eludano le sanzioni internazionali, violino il diritto del mare e finanzino la guerra che la Russia conduce contro l’Ucraina da oltre quattro anni. Queste navi, che non rispettano le regole più elementari della navigazione marittima, costituiscono inoltre una minaccia per l’ambiente e per la sicurezza di tutti.”
Ah, la bella sceneggiata del rispetto delle regole e delle sanzioni internazionali, mentre intorno si aggirano diplomatici che sembrano usciti da un film di spionaggio mal riuscito. Finanziamenti della guerra? Sicuramente, perché legare il tutto a “quattro anni di conflitto” è un modo perfetto per dimenticare che ormai l’Europa stessa galleggia in queste acque confuse di politica e ipocrisia.
Il teatrino delle sanzioni e dell’ambiente
Essere un po’ minacciosi sulle “regole più elementari della navigazione marittima” e sul “rischio per l’ambiente” è un classico. Cioè, è chiaro che queste navi sono inaccettabili, ma vorremmo ricordare che mentre si gracchia sulla sicurezza ambientale, i grandi giocatori (ospiti delle nostre stesse stanze di governo) continuano a voltarsi dall’altra parte quando conviene. Oppure, per cambiare registro, quando le sanzioni colpiscono più le tasche degli europei che i portafogli di chi naviga indisturbato a bordo di queste petroliere.
Certo, è spettacolare vedere quanto orgoglio nazionale e unione europea si fondano tutti insieme in questo attacco frontale contro la “minaccia russa”. Nel frattempo, nel backstage della diplomazia, si discute sull’ennesima trovata per “congelare il tetto al prezzo” del petrolio. Decisamente una questione di frivolezze, niente di cui preoccuparsi.
In tutto questo, Mosca ovviamente brinda e si crogiola nel successo di una partita a scacchi dove, tra mosse diplomatiche e giochi di potere, sembra avere la meglio. Il resto del mondo assiste come spettatore a uno spettacolo tragicomico dai toni sempre più grotteschi.



