Jannik Sinner, fresco di titolo di numero uno al mondo, decide di regalare il servizio – senza chiedere permesso – a Juan Manuel Cerundolo, n° 54 del ranking mondiale. Non solo perde il servizio senza concedere nemmeno un punto (40-0, grazie mille), ma lo fa con una nonchalance degna di un artista del disastro.
Sprinting verso il baratro, si ritrova seduto a bordo campo, gambe molli e sguardo perso nell’abisso di un match che improvvisamente non riconosce più. Si alza ma niente: si aggrappa alla racchetta come a un bastone di salvataggio, un palese segno di resa o forse un’implorazione al fato.
Ed ecco la fine, la tragedia sportiva che nessuno si aspettava: il quarto e il quinto set diventano una lenta agonia sotto un sole impietoso. Il risultato? Due schiaffi numerici, 6-1 6-1, che certificano un crollo verticale degno delle migliori sceneggiature di soap opera.
Sembra proprio che il caldo parigino non faccia sconti, nemmeno al campione più acclamato. Quando la pressione si fa bollente, anche i giganti possono trasformarsi in ombre tremolanti sulla terra rossa.



