Il Rayo Vallecano, quella simpatica terza squadra di Madrid che nessuno dava un centesimo, ha perso la finale di Conference League con un sonoro 1-0 contro il Crystal Palace. Sì, una sconfitta. Apparentemente definitiva, irreversibile, quella roba lì.
Ma ecco il colpo di scena degno di un romanzo rosa da quattro soldi: i tifosi, invece di abbattersi e abbuffarsi di tristezza come probabilmente era nelle previsioni, hanno deciso di farsi un regalo… a modo loro. Hanno srotolato uno striscione con una frase filosofica degna di un poeta maledetto: “Non ho conosciuto vittoria maggiore che con te in una sconfitta”.
Insomma, niente trofei, niente coppe, niente feste sfrenate a Madrid. Ma chi se ne importa, perché nel mondo del Rayo Vallecano la sconfitta è diventata una specie di vittoria tascabile da mettere in tasca e tirar fuori nei momenti di sconforto. I giocatori, da bravi professionisti, erano lì sotto il loro settore, mentre i tifosi li omaggiavano come se avessero appena conquistato l’Everest.
Diciamo che questa è la fotografia perfetta del calcio romantico da seconda fila: ai grandi palcoscenici ci pensano altri, loro si godono il loro ruolo da outsider glorificato. E tutto sommato, il Rayo Vallecano ci ha dimostrato che anche perdere può essere emotivamente vincente. Qualcuno lo insegni a quelle squadre milionarie che vincono ma non sanno festeggiare un decimo così bene.



