Subito dopo il brillante episodio dell’omicidio di un giovane 22enne alla stazione ferroviaria di Certosa, arriva l’illuminante diagnosi del sindaco di Milano, Beppe Sala: “Troppa gente fa il furbo con la legge e poi sparisce nel nulla”. E quindi, sentite bene, “ora serve più rigore”. Ovviamente, come un mago che svela il segreto, Sala annuncia la soluzione al problema della sicurezza: bastano un po’ più di regole severe e il gioco è fatto.
Secondo il nostro eroe milanese, la criminalità è un male endemico non solo in città, ma in tutto il Paese (applausi). L’illustre amministratore fa notare, non senza un pizzico di compassione per i poveri malfattori, che spesso chi compie atti efferati aveva già un curriculum criminale degno di nota. Insomma, la stampa non ci aveva proprio ingannati: “quei delinquenti hanno dato ampie prove prima”. Il consueto invito al rigore non poteva mancare, perché “c’è troppa gente che sbaglia e poi se ne va in giro tranquilla”. Ah, questa morale dura e pura!
Ma non temete, la responsabilità è un pasticcio condiviso, perché, come sempre nelle grandi commedie istituzionali, si rimpallano colpe tra Stato e enti locali: “La sicurezza spetta sia alle forze statali che a quelle locali”, ha precisato il sindaco, senza però indicare chi dovrebbe fare cosa in questa danza senza coreografia. L’appello finale è un gioioso “continuiamo a lavorare insieme”, condito da un immancabile “nessuno ha la bacchetta magica”. Tradotto: il problema c’è, ma non si sa come risolverlo.
In tempo record, il sindaco ha anche fatto piazza pulita di alcune proposte troppo concrete, come quella di Romano La Russa, assessore regionale alla sicurezza, che aveva ipotizzato di installare metal detector alle stazioni ferroviarie. Immaginate la scena: gente in fila, controlli interminabili e file chilometriche per entrare, con un bel ritardo garantito. Sala, da saggio tetragono, ha liquidato la proposta come una mera “ricerca di visibilità di 30 secondi”. Meglio non disturbare l’ordine invisibile della città.
Movimento 5 Stelle: Stazioni deserte, criminalità all’assalto
A portare un po’ di pepe nella discussione ci pensa il Movimento 5 Stelle, che, pur non facendo parte del centrosinistra (almeno fino al 2021) e senza neppure consiglieri comunali, si sta già preparando a rientrare nella coalizione per il 2027. La loro analisi? Ovviamente devastante: puntano il dito sulla “desertificazione” delle stazioni ferroviarie, che, guarda caso, diventano il paradiso dell’illegalità proprio perché nessuno le frequenta. Un classico.
Il capogruppo regionale Nicola Di Marco propone, con la solita brillantezza, di assegnare spazi a associazioni o enti vari, così da avere una presenza fittizia ma rassicurante. Ma non basta, vogliono pure aumentare il personale ferroviario e moltiplicare gli uffici della polizia ferroviaria. La ciliegina sulla torta? La sicurezza dei convogli che trasportano mille persone è oggi affidata al coraggioso capotreno. Una sicurezza da far impallidire ogni regolamento di ferrovia.
Lega: Giunta assente, spettacolo deprimente
Impossibile non citare la presa di posizione del segretario della Lega e consigliere comunale Samuele Piscina, che con eleganza politica definisce la giunta comunale come artefice di un “vuoto cosmico”. Eh sì, mentre il governo nazionale pianta nel capoluogo lombardo altri mille agenti (sì, quelli effettivamente presenti, al netto di pensionamenti e trasferimenti) e oltre trecento militari dell’operazione Strade Sicure, il Comune si fa mancare proprio quel quid di presenza e integrazione che si aspetterebbe da un’amministrazione al passo coi tempi.
Insomma, un mix esplosivo di incapacità, contraddizioni e slogan da salotto, condito da dichiarazioni che ci fanno sperare che, forse, la sicurezza a Milano resterà solo un triste desiderio. Almeno fino a quando non verrà inventata quella famosa bacchetta magica che tutti aspettano.



